Washington, 21 febbraio 2026 – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha detto no alla strategia dei dazi voluta dall’ex presidente Donald Trump. La decisione, arrivata ieri sera, mette un freno deciso all’approccio protezionista che aveva segnato la sua politica commerciale dal 2018. Dopo settimane di attesa e dibattito acceso, la sentenza potrebbe cambiare gli equilibri degli scambi globali. E fa nascere dubbi anche sul futuro delle criptovalute, soprattutto sul ruolo di Bitcoin nei nuovi scenari economici.
La Corte boccia i dazi: il Congresso riprende il controllo
Con sei voti a favore e tre contrari, i giudici della Corte Suprema hanno stabilito che i dazi imposti dall’amministrazione Trump su prodotti provenienti da Paesi come Cina, Unione Europea e Messico erano fuori luogo. Hanno violato le competenze del Congresso sul commercio internazionale. Il comunicato della Corte è netto: l’Esecutivo «ha oltrepassato i limiti del proprio mandato». Una sentenza che, secondo il senatore democratico Chuck Schumer, «riporta la politica commerciale sotto l’ombrello del Parlamento, come vuole la Costituzione».
A Capitol Hill le reazioni non si sono fatte attendere. Nancy Mace, deputata repubblicana della South Carolina, ha parlato di «una forzatura contro la volontà del popolo». Al contrario, il senatore Bernie Sanders ha accolto la decisione come un «ritorno alle regole dopo anni di improvvisazione». Nel frattempo restano vive le pressioni delle grandi associazioni di categoria: la Camera di Commercio americana ha invitato il nuovo presidente a «evitare colpi di testa» e a puntare su una strategia multilaterale nei rapporti con Cina e Ue.
Wall Street e i mercati: reazioni a caldo
Subito dopo la sentenza l’indice Dow Jones ha mostrato forti oscillazioni: -0,6% nei primi minuti dalla notizia, con un parziale recupero nella giornata. Gli analisti di Morgan Stanley parlano di «mercati alla ricerca di certezze», mentre da J.P. Morgan sottolineano che la decisione della Corte apre una fase di stallo sui nuovi dazi e rafforza la posizione negoziale dei partner internazionali degli Stati Uniti.
Anche titoli pesanti come Ford e General Electric hanno perso terreno. Alcuni esperti temono che l’incertezza sulle regole possa frenare nuovi investimenti nell’industria manifatturiera interna. Ma intanto si fa sentire anche la voce degli esportatori: secondo la US Exporters Association, «le imprese americane ora potranno tornare a competere ad armi pari».
Bitcoin e criptovalute: cosa cambia davvero?
Molti si chiedono quale sarà l’impatto della sentenza su Bitcoin e le altre criptovalute. I dati di CoinMarketCap mostrano un lieve rialzo per Bitcoin (+1,2% nelle 24 ore successive), dopo una settimana piuttosto turbolenta. Gli esperti vedono in questo movimento un segnale di fiducia nelle valute digitali come alternativa quando manca chiarezza sulle regole o cambiano i flussi commerciali globali.
«Quando le istituzioni vacillano, gli investitori cercano strumenti più neutrali, meno legati agli interessi nazionali», spiega a alanews.it Rebecca Allen, analista di CryptoInsight. C’è poi chi pensa che Bitcoin possa diventare sempre più un rifugio sicuro: «Con le barriere doganali in discussione, molti guardano alla blockchain come un’ancora contro la volatilità dei mercati tradizionali», aggiunge Allen.
Sul fronte aziendale alcune startup fintech californiane stanno già studiando nuovi servizi per pagamenti internazionali rapidi via criptovalute. Ma le autorità federali non mollano: secondo i primi commenti della SEC «non saranno tollerate deroghe alle norme antiriciclaggio», nemmeno in questa fase di cambiamento.
Lo sguardo al futuro della politica commerciale americana
Il dibattito sul futuro della politica commerciale negli Stati Uniti è tutt’altro che chiuso. L’attuale presidente non ha ancora preso posizione in modo dettagliato ma dovrà lavorare a stretto contatto con il Congresso per mettere a punto nuovi strumenti tariffari. Nel frattempo fonti della Casa Bianca confermano che è in arrivo un pacchetto di misure per aiutare le aziende penalizzate dalla fine dei dazi.
Resta incerta la possibilità di un vero disgelo con Pechino o Bruxelles. Ma una cosa è chiara: il verdetto della Corte Suprema cambia le regole del gioco sul potere decisionale in campo commerciale. E mette alla prova non solo istituzioni federali ma anche – sempre più – nuovi strumenti finanziari come Bitcoin, chiamati ora a dimostrare il loro peso nell’economia globale in evoluzione.
