Milano, 2 gennaio 2026 – Da qualche giorno molti utenti segnalano strani comportamenti nei propri computer: finestre pubblicitarie che spuntano all’improvviso, rallentamenti improvvisi, programmi che si bloccano senza un motivo apparente. Situazioni già viste, certo, ma che continuano a mettere in difficoltà chi si ritrova davanti a un dispositivo diventato quasi inutilizzabile. Le prime testimonianze raccolte questa mattina indicano che questi problemi potrebbero essere legati a una infezione da malware o alla presenza di adware, come spiegano alcuni tecnici contattati da alanews.it.
Allarme computer infetti: come riconoscerli
A chiarire la situazione è Alessandro Fioretti, esperto di sicurezza digitale di Milano: “Di solito – racconta – il segnale più evidente è la comparsa di pubblicità invasive, anche quando il browser è chiuso. Poco dopo il computer inizia a bloccarsi, alcune applicazioni si chiudono da sole e tutto rallenta”. Il problema riguarda sia chi usa Windows sia chi preferisce macOS, anche se le modalità con cui si manifestano gli attacchi possono variare.
Dietro a questi problemi spesso c’è un’app scaricata senza troppa attenzione, magari per guardare un film gratis o provare un programma per editing video. Solo più tardi ci si accorge che nel pacchetto era nascosto un “regalo” sgradito: un adware, cioè un software pensato per mostrare pubblicità indesiderate. “Ma non va esclusa nemmeno la presenza di spyware o virus più pericolosi”, aggiunge Fioretti, “che cercano di rubare dati personali o password”.
Cosa fanno malware e adware al tuo computer
Quelle fastidiose finestre pubblicitarie sono solo la punta dell’iceberg. Dietro ci può essere un’attività invisibile ma molto dannosa. “Alcuni malware usano le risorse del pc per i loro scopi, rallentando tutto e bloccando l’utente proprio quando serve lavorare”, spiega Matteo Andreoli, responsabile assistenza in un negozio informatico ai Navigli. Spesso tra le 10 e le 12 del mattino, quando il traffico internet aumenta, arrivano i blocchi continui. “Ricevo chiamate da clienti disperati che vedono il pc fermarsi proprio mentre stanno inviando una mail urgente”, racconta.
Il rischio però non si limita al semplice malfunzionamento. In certi casi il malware punta a rubare informazioni delicate come mail o dati bancari. L’ultimo rapporto Clusit parla chiaro: nel 2025 gli attacchi mirati agli utenti domestici sono cresciuti del 17%, diventando sempre più sofisticati.
I primi passi per mettere in sicurezza il computer
Se il pc comincia a dare questi segnali non va preso alla leggera. Il consiglio dei tecnici è subito quello di staccare la connessione a internet: così si interrompono eventuali scambi con server esterni gestiti dai criminali informatici. Solo dopo si può avviare una scansione approfondita con un antivirus aggiornato.
“Molti pensano sia sufficiente cancellare qualche file o chiudere le finestre pubblicitarie”, avverte Andreoli, “ma spesso il malware resta nascosto dietro le quinte. Se peggiora, meglio rivolgersi a un tecnico per una verifica seria. In certi casi serve anche resettare tutto il sistema”. La tentazione di risolvere da soli resta forte: “Spesso si cercano soluzioni online e si scaricano programmi sconosciuti che promettono miracoli… ma alla fine peggiorano solo le cose”.
Prevenzione: l’arma migliore contro gli attacchi informatici
Gli esperti sono unanimi: prevenire è sempre meglio che correre ai ripari. Installare un buon antivirus, mantenere aggiornati sistema operativo e programmi e fare attenzione ai link ricevuti via mail o chat può fare la differenza. Anche i social sono fonte di rischi: uno studio dell’Università Statale di Milano rivela che quasi il 30% delle segnalazioni dell’ultimo semestre partivano da link malevoli diffusi su gruppi Facebook e WhatsApp.
Anna (nome fittizio), impiegata in una società finanziaria vicino a Porta Romana, racconta così la sua esperienza: “Ho cliccato su una mail che sembrava della banca e poco dopo il mio computer ha iniziato ad avere problemi strani. Solo grazie al reparto IT ho risolto”. Episodi simili non mancano, stando alle testimonianze raccolte oggi.
Quando è il momento di chiamare i professionisti
Se i problemi continuano e le pubblicità fastidiose non smettono di apparire anche dopo aver seguito i primi consigli, la cosa migliore è rivolgersi a un centro assistenza certificato. Gli addetti consigliano di spiegare bene i sintomi e gli orari in cui si verificano i guasti e, se possibile, portare qualche screenshot delle schermate sospette. “Così si potrà agire subito senza rischiare danni più gravi”, ribadisce Fioretti.
Il fatto resta: nel 2026 usare un computer comporta rischi digitali sempre più alti. La regola d’oro degli esperti? Diffidare delle soluzioni facili e dedicare qualche minuto in più alla sicurezza dei propri dati personali.
