Milano, 4 febbraio 2026 – Chi lavora o studia al computer prima o poi si trova davanti a un problema fastidioso: programmi che si caricano lentamente e un avvio del sistema operativo che sembra non finire mai. Succede spesso, soprattutto se il PC non è nuovissimo o se nel tempo ha accumulato mille dati e applicazioni. All’improvviso, anche aprire un browser, lanciare Word o semplicemente accendere la macchina diventa un’attesa snervante. Si perde un sacco di tempo. Ma perché succede? E cosa si può fare per dare una svegliata al proprio computer?
Perché il PC rallenta così tanto
A fare chiarezza sulle cause sono vari esperti del settore, interpellati da testate come PCMag e portali italiani come Hardware Upgrade. Spesso, il vero colpevole è il vecchio disco rigido meccanico, più lento rispetto agli attuali SSD. «Un hard disk tradizionale fatica a stare dietro alle richieste di sistemi e programmi moderni», spiega Fabio De Luca, tecnico informatico milanese. Chi ha provato ad accendere un laptop datato sa bene quanto ci mette prima che tutto sia pronto.
Non è solo quello: rallentano anche i troppi programmi installati e quelli che si avviano da soli all’accensione. Sono quei software che si infilano tra i processi di sistema: antivirus, tool di assistenza, utility per le stampanti… una lista spesso infinita e in gran parte inutile.
La memoria RAM fa la differenza
Un altro aspetto chiave è la quantità di memoria RAM disponibile. Se non basta per tenere aperte tutte le applicazioni – magari Chrome con decine di schede aperte, qualche documento Word e una videochiamata su Teams – il PC inizia a usare il disco fisso per compensare. «Ecco perché tutto rallenta», conferma De Luca. Secondo Microsoft, Windows 11 richiede almeno 4 GB di RAM per funzionare, ma per lavorare senza intoppi servono almeno 8 GB, meglio ancora 16. La differenza si sente eccome.
Spesso chi prova a potenziare la RAM si stupisce del risultato. Non serve spendere una fortuna: sul mercato ci sono moduli a prezzi abbordabili, anche sotto i 40 euro.
Aggiornamenti e pulizia: due passaggi essenziali
Anche gli aggiornamenti di sistema sono fondamentali. «Windows e MacOS rilasciano aggiornamenti che sistemano bug e migliorano le prestazioni», ricorda Laura Martelli, consulente IT a Torino. «Saltare questi aggiornamenti può far rallentare il PC e metterlo a rischio». Molti però li rimandano, spesso per paura che qualcosa smetta di funzionare o semplicemente per pigrizia. Un errore che alla lunga si paga caro.
Vale anche per la pulizia dei file inutili accumulati col tempo: cache dei browser, residui di programmi disinstallati, download dimenticati… Tutto questo ingombra spazio prezioso e appesantisce il sistema.
Come dare una scossa al tuo PC
Gli esperti suggeriscono alcuni rimedi semplici ma efficaci. Prima cosa: controllare quanti programmi partono all’avvio e disattivare quelli superflui usando Gestione attività su Windows o Preferenze di Sistema su Mac. Una piccola mossa che fa la differenza.
Poi c’è la sostituzione del vecchio disco rigido con un SSD. «È l’intervento più efficace», sottolinea Martelli. Un SSD da 240 GB costa meno di 50 euro e trasforma l’avvio del computer da minuti a pochi secondi.
Se possibile, meglio anche aumentare la memoria RAM. Alcuni portatili lo permettono in autonomia; altri invece richiedono l’aiuto di un tecnico. Comunque sia, è un investimento contenuto che allunga la vita del computer.
Infine, fare manutenzione regolare – ogni due mesi circa – con pulizia software e aggiornamenti dei driver aiuta a mantenere buone prestazioni nel tempo.
Quando è ora di cambiare macchina
Non sempre però conviene insistere con riparazioni o upgrade su PC troppo vecchiotti. Se il processore ha più di dieci anni o la scheda madre non supporta gli SSD attuali, forse è arrivato il momento di pensare a un nuovo computer. I prezzi sono scesi parecchio: oggi un portatile base si trova anche intorno ai 400 euro.
Molti continuano a rimandare questa scelta per motivi economici o affettivi (“mi ci sono affezionato”, confessano). Ma gli esperti sottolineano che investire in un modello più veloce significa lavorare meglio, consumare meno energia e avere meno problemi di sicurezza.
Il consiglio finale? «Non aspettate troppo», avverte De Luca. Un PC veloce migliora la produttività e taglia lo stress quotidiano: «Nessuno dovrebbe perdere minuti preziosi davanti a uno schermo bloccato».
