Come disdire il contratto Vodafone senza penali: guida passo passo per linee fisse e SIM

Giulio Righi

24 Gennaio 2026

Milano, 24 gennaio 2026 – Chi sta pensando di disdire il contratto Vodafone, sia per la linea fissa che per quella mobile, spesso si trova davanti a un percorso tutt’altro che semplice. Tra moduli da compilare, scadenze da rispettare e possibili costi di recesso, le domande non mancano. Negli ultimi mesi, molti clienti hanno segnalato dubbi e incertezze sulle procedure giuste per chiudere il rapporto senza brutte sorprese economiche. Ma quali sono i passi da seguire e cosa dice, in pratica, la legge?

Come disdire un contratto Vodafone: moduli e procedure

Chi vuole annullare una offerta Vodafone, sia per la linea di casa sia per lo smartphone, deve innanzitutto comunicare in modo formale la sua intenzione. Questo significa inviare una richiesta scritta – generalmente tramite raccomandata A/R, PEC o modulo online – all’indirizzo indicato dall’azienda. I moduli specifici si trovano sul sito ufficiale, nella sezione “Modulistica”.

Per la linea fissa, ad esempio, la disdetta va spedita a Vodafone Italia S.p.A., Casella Postale 190, 10015 Ivrea (TO). È importante scrivere chiaramente il codice cliente e il numero della linea da chiudere. In alternativa, si può usare la PEC (vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it) per velocizzare tutto. Per la SIM mobile vale lo stesso procedimento: bisogna indicare il numero da disattivare e allegare una copia del documento d’identità.

Tempi stretti e rischi di penali: cosa prevede la legge

Le regole sui tempi di disattivazione sono fissate dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni): Vodafone ha fino a 30 giorni dalla ricezione della richiesta per chiudere il servizio. Se si cambia operatore (con portabilità del numero), sarà proprio il nuovo gestore a occuparsi delle pratiche, con l’ok dell’utente.

Il vero nodo restano però le cosiddette penali o costi di recesso. In realtà non sono “penali” nel senso tecnico – parola vietata dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche – ma importi che coprono le spese sostenute dall’operatore all’attivazione del servizio e che variano in base al contratto firmato.

Una fonte Vodafone contattata stamattina ha spiegato: “Se si chiude prima dei 24 mesi previsti da alcune offerte, si pagano dei costi fissi indicati nel contratto. Consigliamo sempre di controllare bene le condizioni del proprio piano prima di procedere”.

Recesso anticipato: cosa succede con sconti e dispositivi

Un punto che crea spesso confusione riguarda i dispositivi acquistati insieme all’offerta – router, smartphone o decoder TV. Se l’offerta prevedeva uno sconto sul device, al momento della disdetta anticipata il cliente dovrà restituire gli sconti non ancora maturati o saldare subito le rate mancanti.

Secondo quanto segnalano le associazioni dei consumatori, diversi utenti hanno ricevuto fatture extra dopo aver chiuso il contratto. Il motivo? “Spesso si dimentica che ci sono ancora rate dovute per il dispositivo legato alla SIM o alla linea”, avvertono da Federconsumatori Milano.

Problemi con la chiusura? Ecco a chi rivolgersi

Se ci sono errori nella fattura o ritardi nella disattivazione del servizio, gli esperti consigliano di tenere traccia di tutto: ricevute della raccomandata inviata, screenshot della PEC spedita, dettagli delle telefonate al servizio clienti (190 o 800100195 da rete fissa). Se non si riesce a risolvere la controversia direttamente con Vodafone, l’utente può rivolgersi al Co.Re.Com, il Comitato Regionale per le Comunicazioni, oppure avviare una conciliazione tramite ConciliaWeb dell’AGCOM.

La legge impone trasparenza sulle informazioni contrattuali: “Gli operatori devono spiegare chiaramente come fare il recesso e quanto costa”, ricorda un avvocato esperto in diritto delle telecomunicazioni. Se così non fosse, è possibile chiedere un rimborso per eventuali addebiti sbagliati.

Occhio alle scadenze e agli ultimi dettagli

Infine un consiglio importante: bisogna restituire eventuali apparecchi dati in comodato d’uso (modem o decoder) entro i termini previsti – di solito entro 30 giorni dalla disattivazione – per evitare costi aggiuntivi. Anche dopo aver chiuso con Vodafone si può mantenere lo stesso numero trasferendolo a un altro operatore se lo si richiede subito.

Ogni dettaglio conta e le regole sono più precise di quel che sembra. Quando ci sono dubbi meglio consultare prima i moduli ufficiali e poi chiedere aiuto alle associazioni dei consumatori o agli sportelli dedicati.

Disdire un contratto Vodafone non è impossibile se si seguono i passaggi giusti e si sta attenti ai costi legati ai servizi extra. E se qualcosa non torna… fermarsi un attimo e chiedere aiuto è sempre la scelta migliore per evitare brutte sorprese in bolletta.

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