Milano, 27 gennaio 2026 – Sono sempre più numerosi gli utenti che si trovano a fare i conti, specialmente in case grandi o con muri spessi, con problemi di copertura Wi-Fi nelle stanze più lontane dal router. Una situazione che, spiegano gli esperti, non sorprende affatto e coinvolge tante famiglie e uffici in tutta Italia.
Perché il segnale Wi-Fi cala dentro casa
Il motivo principale delle cosiddette zone d’ombra Wi-Fi – come le chiamano i tecnici delle principali compagnie telefoniche – è legato proprio alla struttura degli edifici. “I muri portanti, spesso fatti di cemento armato o pietra, bloccano di brutto la propagazione delle onde radio”, spiega Gianluca Ricci, tecnico di una nota azienda internet milanese. Anche mobili pesanti, elettrodomestici o persino gli specchi possono far perdere forza al segnale. Un esempio classico? “Le cucine un po’ vecchie sono un vero problema: il frigorifero e il microonde sono nemici giurati del Wi-Fi”, confida Ricci.
Nei condomini, poi, si sommano decine di reti wireless vicine fra loro, che creano interferenze peggiorando la connessione. Il fenomeno si fa sentire soprattutto la sera, tra le 19 e le 22, quando quasi tutti sono a casa e usano contemporaneamente smartphone, smart TV e tablet.
Come migliorare la copertura Wi-Fi
Diversi operatori suggeriscono strategie pratiche per limitare questi disagi senza rifare l’intero impianto. Prima regola, banale ma spesso dimenticata: mettere il router Wi-Fi in un punto centrale della casa. “Non tenetelo chiuso dentro un mobile o in un angolo. Meglio posizionarlo in alto e lontano da ostacoli”, consiglia Elisa De Santi, consulente reti domestiche a Torino.
Per case molto grandi o su più piani come le villette a schiera, può servire installare uno o più ripetitori Wi-Fi (detti anche extender), che rilanciano il segnale nelle stanze lontane. Alcuni modelli moderni usano anche la tecnologia mesh, dove i vari punti della rete comunicano tra loro garantendo una copertura più uniforme e stabile. “Ho messo un sistema mesh in una casa su tre piani: ora anche in mansarda lo streaming non si blocca più”, racconta Fabio S., utente di Modena.
Un altro consiglio riguarda la scelta della banda: i router attuali permettono di scegliere tra le frequenze a 2,4 GHz e 5 GHz. La prima va più piano ma passa meglio attraverso muri e ostacoli; la seconda è più veloce ma arriva meno lontano. In case con pareti spesse conviene puntare sul 2,4 GHz, almeno nelle zone difficili da raggiungere.
Se i rimedi fai-da-te non bastano
A volte però nemmeno questi accorgimenti bastano. In case d’epoca (come i palazzi ottocenteschi del centro di Roma), il Wi-Fi proprio non arriva in certi punti. Qui si può pensare all’installazione di un cavo Ethernet, magari nascosto lungo le pareti o sotto il battiscopa, per collegare direttamente computer o smart TV: meno pratico ma molto affidabile.
Chi lavora da casa – ormai una realtà sempre più diffusa dopo lo smart working degli ultimi anni – sa quanto sia importante una connessione stabile. “Durante le videochiamate avevo continue interruzioni”, racconta Stefania N., architetta freelance a Firenze. “Con l’aiuto di un tecnico ho aggiunto un access point nel mio studio: ora lavoro tranquilla”.
Quando chiamare un tecnico e quanto costa
Nei casi più complicati vale la pena rivolgersi a un professionista. Grazie a strumenti specifici può mappare la copertura del Wi-Fi e proporre soluzioni su misura. Secondo associazioni come Altroconsumo, una consulenza costa tra i 60 e i 120 euro, a seconda della complessità della casa e degli interventi necessari.
Prima però di spendere soldi è sempre bene aggiornare il firmware del router (spesso trascurato) e riavviare regolarmente i dispositivi. Spesso bastano questi piccoli accorgimenti per risolvere i problemi senza costi extra.
Che futuro ci aspetta per il Wi-Fi domestico
Nei prossimi due anni si prevede una diffusione ancora maggiore delle nuove reti (Wi-Fi 6 e Wi-Fi 7), capaci di superare meglio gli ostacoli delle case e gestire decine di dispositivi connessi insieme. Nel frattempo resta chiara la richiesta dei consumatori: connessioni stabili, veloci e – soprattutto – disponibili in ogni stanza, dallo studio al sottotetto. Eppure, come ammette Ricci: “Nessun sistema è perfetto. Ma con qualche trucco si può navigare tranquilli anche dove prima sembrava impossibile”.
