Come Compilare il Modulo di Disdetta Vodafone Casa: Guida Completa e Procedura Aggiornata 2024

Giulio Righi

8 Febbraio 2026

Milano, 8 febbraio 2026 – In questi giorni, chi decide di chiudere la linea fissa Vodafone – sia per un trasloco alle porte, sia perché ha trovato un’offerta più conveniente – si trova spesso a chiedersi: come si fa a disdire il contratto nel modo giusto? Spesso, senza una guida chiara, la procedura può trasformarsi in un piccolo labirinto.

Come iniziare la disdetta della linea fissa Vodafone

Prima di inviare moduli o fare telefonate, serve capire che tipo di contratto Vodafone si vuole chiudere: linea tradizionale, fibra o solo internet. Può sembrare un dettaglio da poco, ma fa la differenza. Lo conferma un operatore della sede di via Lorenteggio a Milano: “È importante avere a portata di mano il codice cliente o il numero della linea. E se si vuole uscire prima del tempo, bisogna verificare le penali previste”.

La disdetta può essere fatta in diversi modi: via raccomandata A/R, usando un modulo scaricabile dal sito ufficiale Vodafone oppure – per chi preferisce evitare la posta cartacea – tramite PEC. C’è anche la possibilità di chiamare direttamente il servizio clienti (il numero gratuito 190 resta il più usato) e farsi accompagnare passo passo. Attenzione però: negli orari serali i tempi d’attesa possono superare anche i 30 minuti.

Quanto tempo e quanto costa disattivare la linea

Dopo aver inviato la richiesta ufficiale, Vodafone ha l’obbligo di chiudere il servizio entro un limite stabilito dalla legge: massimo 30 giorni dal momento in cui riceve la domanda. Se invece si cambia solo gestore senza chiudere definitivamente la linea, il passaggio può essere molto più veloce. “Mi avevano detto sette-dieci giorni lavorativi”, racconta Luca M., cliente da dieci anni che ha appena cambiato operatore. “Alla fine ci sono volute due settimane”.

Sul fronte dei costi, occhio alle sorprese. In molti casi Vodafone applica una penale per le spese di gestione della pratica. L’importo va dai 20 ai 40 euro, a seconda dell’offerta sottoscritta e del modo in cui si procede alla disdetta. Se invece ci sono promozioni con vincoli (ad esempio quelle da almeno 24 mesi), può scattare anche l’obbligo di restituire gli sconti ottenuti o pagare i dispositivi dati in comodato.

Modem e dispositivi: come restituirli senza problemi

Un passaggio che molti trascurano è quello della restituzione del modem o degli apparecchi presi in comodato o a noleggio. Come fanno altri operatori, Vodafone chiede che i dispositivi vengano riconsegnati entro 30 giorni dalla chiusura del contratto. Se si va oltre scattano penali che variano in base al modello e possono superare i 70 euro. Per fare tutto bene bisogna seguire le istruzioni contenute nella comunicazione che conferma la disdetta: spesso viene indicato un punto raccolta oppure una spedizione tramite corriere.

Un consiglio pratico: tenete sempre la ricevuta della consegna. “Il corriere ti lascia una bolla firmata, io l’ho conservata con cura”, racconta Francesca B., che ha restituito il modem a dicembre scorso, “perché sui forum ho letto che a volte servono prove anche mesi dopo”.

Perché si chiude una linea fissa Vodafone

Secondo le associazioni dei consumatori, i motivi più frequenti per dire addio alla linea fissa Vodafone sono il trasferimento in una nuova casa, il passaggio a offerte più vantaggiose di altri operatori oppure insoddisfazione per il servizio ricevuto. Cresce anche chi sceglie di rinunciare del tutto al telefono fisso puntando solo sul cellulare.

“Non c’è una regola precisa”, spiega Roberto T., responsabile dello sportello Adiconsum in Lombardia. “Ogni mese ci arrivano decine di richieste di aiuto per pratiche bloccate o addebiti dopo la chiusura della linea. Il mio consiglio è sempre quello di leggere bene le clausole e far confermare ogni passaggio dal servizio clienti”.

Attenzione alle trappole nascoste e ai tempi tecnici

Uno degli aspetti più delicati riguarda i tempi tecnici e alcune trappole contrattuali: non è raro che la richiesta venga elaborata qualche giorno dopo la fine del ciclo di fatturazione. Così può capitare che arrivi una bolletta extra, inaspettata per molti clienti. Se ci sono problemi o contestazioni – suggerisce lo stesso sito Vodafone – si può aprire un reclamo formale online oppure direttamente nei negozi fisici.

Infine, chi pensa di disdire nei prossimi mesi farebbe bene ad anticipare i tempi rispetto al trasferimento reale. “Ho chiamato tre settimane prima del trasloco”, racconta Marco G., impiegato in un’agenzia pubblicitaria milanese, “e solo così ho capito quanto è importante muoversi con anticipo”. In pratica: qualche giorno in più può evitare fastidi burocratici inutili e rendere tutta la procedura molto più semplice.

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