Coinone in Vendita: Coinbase tra i Possibili Acquirenti nel Boom delle Fusioni Crypto in Corea del Sud

Salvatore Broggi

26 Gennaio 2026

Seul, 26 gennaio 2026 – La piattaforma di scambio di criptovalute sudcoreana Coinone è al centro di voci sempre più insistenti. Fonti vicine all’operazione raccontano che la società è stata messa in vendita nelle ultime settimane. E a guardare con interesse ci sarebbe proprio Coinbase, il colosso americano del settore. Tutto questo avviene in un momento delicato per il mercato locale delle criptovalute, segnato da una progressiva concentrazione degli operatori dopo un anno di turbolenze e nuove regole molto rigide imposte dalle autorità finanziarie.

Il mercato sudcoreano delle criptovalute verso nuove aggregazioni

Negli ultimi mesi sono arrivati diversi segnali che mostrano come la gara tra gli exchange sudcoreani sia cambiata passo. Fino al 2025, piattaforme come Upbit, Bithumb, Coinone e Korbit si dividevano la fetta più grande dei volumi, con Upbit sempre in testa. Ma l’irrigidimento delle normative – a cominciare dall’obbligo di segnalare alle autorità antiriciclaggio (FSC) e nuovi standard per la sicurezza – ha creato un clima incerto e ha stretto i margini soprattutto per chi è più piccolo.

Solo nell’ultimo trimestre del 2025, almeno due operatori minori hanno chiuso i battenti. Ed è proprio in questo contesto che Coinone avrebbe deciso di mettere sul tavolo la possibilità di una cessione. Il quotidiano finanziario Maeil Business Newspaper scrive che la proprietà ha incaricato un consulente locale per capire se ci sono potenziali compratori, sia in Asia sia oltreoceano.

Coinbase osserva Seul: un passo nella direzione della crescita in Asia

Coinbase, guidata dal CEO Brian Armstrong, sta seguendo da vicino cosa succede nel mercato asiatico. L’interesse per Coinone, dicono fonti informate, non è un caso isolato: il gruppo americano avrebbe già avviato colloqui esplorativi anche con altri attori del continente. Ma la Corea del Sud è vista come una pedina strategica: è uno dei primi cinque mercati al mondo per volumi di scambio crypto.

Da San Francisco non arrivano conferme ufficiali. Un portavoce di Coinbase ha risposto via mail: “Valutiamo regolarmente nuove opportunità di crescita nei mercati esteri”. L’attenzione però resta alta. Da settimane circolano anche indiscrezioni su possibili incontri tra rappresentanti americani e i proprietari di Coinone a Seul. Nessuno però si sbottona sui valori in gioco o sulle tempistiche per una verifica più approfondita.

Impatti possibili sulla concorrenza e sulla regolamentazione

L’ingresso di un gigante americano come Coinbase in Corea del Sud potrebbe scuotere parecchio il mercato locale. Secondo Kim Young-jin, analista della Korea Finance Corporation, “potrebbe dare il via a una nuova corsa agli accorpamenti tra gli exchange rimasti”. Storicamente il mercato sudcoreano è stato frammentato e molto competitivo, ma oggi l’attenzione delle autorità si concentra sulla stabilità e sulla tutela degli utenti.

La Commissione per i Servizi Finanziari (FSC) ha ribadito nelle scorse settimane che ogni acquisizione straniera dovrà passare attraverso rigide verifiche autorizzative. “Stiamo valutando con attenzione ogni operazione che coinvolga investitori esteri nel settore crypto”, ha detto in Parlamento il presidente Lee Bok-hyun.

Coinone – nata nel 2014 da un gruppo di imprenditori locali – oggi gestisce circa il 10% dei volumi degli scambi in Corea del Sud. Dalla sede della fintech a Yeouido, Seoul, nessuno vuole commentare ufficialmente. Solo una breve nota via mail: “Stiamo esplorando varie opzioni strategiche per il futuro dell’azienda”.

Dati finanziari e scenari futuri

Sul fronte numeri, dati raccolti da CryptoCompare indicano che Coinone ha movimentato oltre 3 miliardi di dollari equivalenti negli ultimi sei mesi. Ma rispetto al 2024 ha perso circa il 30%, segno delle difficoltà recenti e della pressione della concorrenza interna. Per Coinbase sarebbe invece la prima grande acquisizione in Asia orientale, dopo aver consolidato le proprie attività in Giappone e Singapore.

Gli esperti spiegano che le trattative sono ancora ai primi passi. Eppure la partita potrebbe accelerare se dovessero farsi avanti altri investitori istituzionali o fondi regionali interessati al settore.

“Il consolidamento andrà avanti almeno fino a quando le regole non saranno più chiare e uniformi”, prevede un funzionario della FSC che preferisce restare anonimo. Nei prossimi mesi si attendono nuovi sviluppi: la mappa degli exchange sudcoreani – tra fusioni, acquisizioni e chiusure – potrebbe cambiare ancora volto nel 2026.

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