CME Group inaugura il trading 24/7 di futures e opzioni crypto dal 29 maggio: la rivoluzione del mercato digitale

Cristina Manetti

22 Febbraio 2026

Milano, 22 febbraio 2026 – Dal prossimo 29 maggio il CME Group, il mercato mondiale più importante per i derivati, introdurrà una novità destinata a cambiare il modo di lavorare degli operatori: futures e opzioni su criptovalute disponibili 24 ore su 24, sette giorni su sette. Una decisione che gli addetti ai lavori aspettavano da tempo, in un momento in cui cresce senza sosta la richiesta di strumenti finanziari sempre accessibili. “Era solo questione di tempo,” ha detto Terry Duffy, CEO del gruppo, durante una chiamata con la stampa internazionale nella notte.

Il mercato crypto non chiude mai

La scelta del CME Group di estendere il trading anche ai fine settimana e alle ore notturne segna una vera svolta per i derivati sulle criptovalute. Finora gli scambi avvenivano solo negli orari tradizionali, dal lunedì al venerdì. Con questa mossa si allinea al modello delle grandi piattaforme crypto – Binance, Coinbase, Kraken – dove Bitcoin ed Ethereum sono in movimento ogni momento. “Vogliamo rispondere alle esigenze di clienti in tutto il mondo,” ha spiegato Duffy, “offrendo continuità soprattutto nei momenti di grande volatilità”.

Fonti interne raccontano che la domanda da parte di investitori istituzionali e hedge fund era già forte. Il weekend rappresentava un punto critico: con le borse chiuse, eventuali scossoni sui mercati digitali restavano spesso senza risposta dai canali regolamentati. Ora, come notano gli analisti di JP Morgan, “il rischio di gap tra chiusura e riapertura dovrebbe ridursi”.

Cosa cambia per trader e investitori

Il nuovo orario “24/7” – come lo chiamano a Chicago – influenzerà non solo gli orari dei desk trading ma anche le strategie per coprire rischi e aggiustare posizioni. Per i piccoli investitori sarà più semplice reagire ai movimenti anche in orari insoliti. Per le grandi società invece si apre la strada a strategie più complesse, fatte da algoritmi che lavorano senza sosta. Ma non tutti vedono solo vantaggi.

“Qualcuno teme che un trading sempre aperto possa portare a una maggiore volatilità,” spiega Francesco Rinaldi, analista di IG Italia. Alcuni osservatori – tra cui il Financial Times – evidenziano il rischio che lavorare senza pause aumenti stress ed errori tra i professionisti. Sarà interessante vedere come cambieranno turni e abitudini nei team delle banche più grandi.

Tecnologia e regole sotto pressione

Non è solo una questione di orari: con il trading nonstop servono sistemi tecnologici robusti e controlli serrati. Il CME Group ha annunciato investimenti importanti nelle infrastrutture informatiche per evitare blocchi o rallentamenti nei momenti di maggiore attività. “Garantire la stabilità della piattaforma è fondamentale,” ha detto uno dei responsabili IT durante una conferenza riservata agli operatori.

Sul fronte delle regole, la mossa è seguita con attenzione dalle autorità. La SEC americana e la Commodity Futures Trading Commission stanno aggiornando le linee guida per assicurare che l’aumento della liquidità non favorisca comportamenti illegali. In Italia Consob e Banca d’Italia ancora non hanno preso posizione ufficiale.

Una risposta al mercato globale

Dietro la scelta c’è la pressione crescente degli investitori in tutto il mondo. Con i mercati asiatici attivi mentre in Europa è notte fonda (e viceversa), il modello “always on” già adottato dagli exchange digitali stava spingendo i player tradizionali a rivedere tutto. Per il CME Group era solo questione di tempo: adattarsi o restare indietro rispetto alla concorrenza decentralizzata.

Chi lavora tra Londra e Singapore confessa: “Si dorme poco già ora,” scherza un trader contattato da alanews.it nella notte. Ma nessuno vuole tornare indietro. Ora si gioca l’accesso immediato a un mercato che non si ferma mai.

Il 29 maggio – secondo il comunicato ufficiale del gruppo statunitense – tutte le piattaforme CME saranno attive h24 anche nel weekend su tutti i principali futures e opzioni crypto quotati (con Bitcoin ed Ethereum in prima fila). Una svolta netta che mette fine a un paradosso: prodotti finanziari legati a strumenti sempre aperti ma trattati fino ad oggi solo negli orari d’ufficio.

Cosa ci aspetta dai derivati crypto

Al momento la novità riguarda solo i derivati crypto già quotati sul CME, ma potrebbe aprire la strada ad altri prodotti più avanti. Qualcuno si chiede se lo stesso approccio arriverà per strumenti tradizionali; fonti interne frenano: dipenderà dalla risposta del mercato nei prossimi mesi.

Quel che resta chiaro è che il confine tra finanza classica e digitale si assottiglia sempre più. Per chi opera nel settore – fondi internazionali o piccoli trader – si apre una fase nuova dove l’accesso agli strumenti non avrà più limiti d’orario. Una nuova normalità pronta a partire dalla fine di maggio sotto l’egida del CME Group.

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