Las Vegas, 11 gennaio 2026 – Al CES di Las Vegas quest’anno il quadro è cambiato, e in modo evidente. La fiera internazionale della tecnologia, partita il 9 gennaio nel consueto spazio del Convention Center lungo Paradise Road, ha puntato i riflettori – senza mezzi termini – su intelligenza artificiale e robotica. È questa la tendenza che domina fin dall’apertura, testimoniata dagli stand pieni e dalle file davanti alle sale demo. Nel frattempo, un altro tema sembra essersi quasi dileguato: la blockchain.
AI e robot: i veri protagonisti
Girando tra i padiglioni, dalla South Hall alla West Hall, si sente parlare di AI ovunque: accanto agli elettrodomestici per la casa, nelle soluzioni per le imprese, sulle auto connesse illuminate dai neon. “Abbiamo puntato tutto sullo sviluppo di sistemi conversazionali per i clienti”, racconta Jun Park, portavoce di una startup coreana che sviluppa chatbot per il retail. Le grandi aziende – da Samsung a LG, fino a gruppi europei come Bosch – stanno scommettendo su software predittivi e automazione. Gli investitori sono in cerca di idee da trasformare in prodotti da portare nel mondo. Le file davanti al robot barista di una startup israeliana, già dalle dieci del mattino, lo confermano: il pubblico vuole vedere l’AI in azione, nel concreto.
La blockchain è sparita quasi del tutto
Tra questi trend però c’è un’assenza evidente agli occhi degli esperti. Niente scritte enormi con la parola blockchain, nessun assalto alle conferenze su bitcoin o NFT. Nei corridoi si ricordano le edizioni dal 2018 al 2022, quando la tecnologia dei registri distribuiti sembrava destinata a rivoluzionare tutto: dalla finanza ai certificati digitali delle opere d’arte. Oggi però, tra stand e talk, l’interesse si è fatto sottile. “Non abbiamo nemmeno una demo dal vivo quest’anno”, ammette Rebecca Li, project manager di una società californiana del settore. I numeri della Consumer Technology Association, organizzatrice dell’evento, dicono chiaro: su oltre 200 panel solo tre parlano di blockchain.
Espositori virano verso AI e robotica
Il motivo? “Molto semplice: gli investimenti oggi corrono verso l’AI generativa e la robotica,” spiega Andrea Severini, analista italiano in visita al CES. Dal lato degli espositori la scelta è chiara e calcolata: mostrare prototipi che usano l’apprendimento automatico per la medicina o sensori AI per la sicurezza casalinga cattura più facilmente l’attenzione dei media – e anche quella dei venture capitalist americani. Un rappresentante di una multinazionale cinese del settore, incrociato alle 16:30 davanti allo stand delle auto autonome, ha riassunto così: “La blockchain per noi ormai è passata in secondo piano. I clienti chiedono AI e automazione”.
Blockchain: cosa resta davvero?
Non è scomparsa del tutto – si nasconde ancora dietro qualche soluzione meno visibile, magari nei sistemi per tracciare la filiera alimentare o nelle reti di pagamento digitali. Ma al CES oggi la storia è cambiata. “Stiamo ancora lavorando su progetti blockchain interni”, ha spiegato a margine di un panel Kate Hu, responsabile ricerca di una tech company di San Francisco. “Solo che ormai non è più il messaggio forte da comunicare all’esterno”. In questo scenario le voci che ancora difendono i registri distribuiti sono più rarefatte: un tecnico europeo di Ethereum ammette che “il ciclo dell’hype è finito. Ora bisogna dimostrare l’utilità concreta”.
AI che entra davvero nella vita quotidiana
Il boom dell’intelligenza artificiale si vede nei dettagli: frigoriferi che suggeriscono ricette in base agli ingredienti dentro (provati dal vivo dopo le 14), droni capaci di monitorare i campi agricoli senza intervento umano, piccoli robot domestici che parlano quasi come bambini veri. Tutti espongono ben visibile il claim “AI-powered”. I visitatori si fermano a guardare, scattano foto con lo smartphone. L’entusiasmo si taglia con il coltello tra manager e studenti; qualcuno ride davanti ai distributori automatici “intelligenti” chiedendo scherzando quando arriverà il caffè all’italiana.
Automazione: la nuova frontiera concreta
C’è una parola che ricorre spesso nei commenti raccolti tra uno stand e l’altro: automazione. Parliamo di sistemi capaci non solo di imparare dai gusti dell’utente ma anche di migliorare tempi e costi nelle industrie. In questa fiera – forse la più attesa nel mondo tech dopo gli anni segnati dalla pandemia – sembra chiaro che la tecnologia sta lasciando i laboratori per entrare nella vita quotidiana delle persone. Lo confermano i numeri della CTA: quest’anno si aspettano oltre 130mila visitatori.
Nel frattempo però, la blockchain resta sullo sfondo. Presente in qualche angolo remoto della fiera o nei badge degli addetti più esperti ma ormai lontana dai grandi riflettori del CES 2026.
