Milano, 21 gennaio 2026 – Dopo mesi di alti e bassi tra il 2024 e il 2025, il mercato delle criptovalute sembra finalmente pronto a entrare in una nuova fase, forse più stabile. Tutti gli addetti ai lavori – investitori istituzionali, analisti e piattaforme di scambio – concordano su un punto: la grande espansione prevista per il 2026 non sarà una corsa sfrenata come quella di qualche anno fa. Adesso a fare la differenza sono prudenza e strategia, con la liquidità che torna piano piano a circolare nei mercati digitali. Ma quali sono i segnali che spingono tanti a parlare di un cambiamento? E soprattutto, chi guiderà questa nuova stagione?
Un biennio turbolento ma con qualche segnale di ripresa
Il periodo tra gennaio 2024 e fine 2025 ha lasciato il segno: volatilità accentuata dei token principali, continui capovolgimenti tra balzi improvvisi e bruschi cali, e qualche colpo grosso fallito, come alcune piattaforme asiatiche nel secondo trimestre del 2025. Eppure, sotto la superficie si sono visti segnali nuovi. Criptovalute di peso come Bitcoin ed Ethereum hanno trovato stabilità sopra soglie psicologiche importanti – i 40.000 dollari per BTC e i 2.500 per ETH – già dallo scorso settembre.
«Non è stato solo un colpo di fortuna», dice Giuseppe Martino, analista di DigitalAssets Lab. «Dopo un lungo inverno per le cripto, sono entrati sul mercato attori più esperti: fondi pensione, compagnie assicurative e soprattutto banche europee». Un dato su tutti: nel quarto trimestre del 2025 il volume medio giornaliero degli scambi sulle piattaforme più grandi e regolamentate è salito del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima (fonte: CryptoCompare).
Torna la liquidità, cambiano le regole
Il biennio appena passato ha insegnato una cosa chiara agli operatori: non si può più puntare solo alla crescita veloce. Molti progetti cripto hanno rivisto i loro whitepaper e le strategie, mettendo al centro la sostenibilità economica e il rispetto delle norme. La nuova direttiva europea sui crypto asset (MiCA), entrata in vigore lo scorso primo ottobre, ha imposto regole stringenti su trasparenza e capitale minimo agli emittenti. Il risultato? Oltre 600 criptovalute sono sparite tra aprile e dicembre 2025 (dati CoinMarketCap).
«Oggi gli investitori cercano garanzie concrete dalle piattaforme», racconta Alessia Grandi, portfolio manager di CryptoTrust Italia. L’interesse verso le stablecoin regolamentate, agganciate all’euro o al dollaro, è cresciuto del 30% negli ultimi sei mesi, segno che si cerca meno rischio e più stabilità. Anche i big come Binance e Coinbase hanno alzato l’asticella della trasparenza con controlli indipendenti trimestrali sui fondi dei clienti.
Addio all’euforia degli anni passati
Le scene degli investitori improvvisati che rincorrevano meme coin o trend social sembrano ormai un ricordo lontano. Nel corso del 2025, secondo Glassnode, oltre il 60% dei nuovi utenti nel mondo cripto era formato da professionisti o società specializzate. Però c’è chi mette in guardia dalla troppa sicurezza. Silvia Passeri, docente alla Bocconi esperta di economia digitale, avverte: «Il mercato è cresciuto ma resta fragile davanti a shock esterni come nuove leggi negli Stati Uniti o grandi attacchi hacker».
Solo con il tempo capiremo se la crescita in arrivo sarà davvero solida o solo un’altra fase passeggera. Intanto le startup blockchain continuano a ricevere finanziamenti (oltre un miliardo di euro solo in Europa nell’ultimo anno) mentre gli asset digitali tornano nei portafogli tradizionali. Non a caso BlackRock ha lanciato a dicembre un fondo indicizzato sulle principali criptovalute aperto anche agli investitori retail europei.
Chi guiderà la prossima ondata?
Ora tutti si chiedono chi saranno i protagonisti della prossima ondata cripto. Per Chainalysis sono i token legati alle applicazioni decentralizzate (DeFi) quelli con la crescita più veloce: +45% nel volume degli scambi tra ottobre e dicembre. Non solo: cresce anche l’interesse per l’intelligenza artificiale applicata alla blockchain e ai servizi finanziari digitali.
«Il prossimo ciclo sarà meno fatto di speculazione e più di casi concreti», spiega Luca Ferroni di Blockchain Italia. Gli utenti vogliono servizi integrati – pagamenti veloci, contratti intelligenti per assicurazioni o gestione documentale – e solo chi offrirà soluzioni concrete potrà restare nel gioco.
Insomma, un mercato che cambia volto: meno hype social, più regole chiare. Il 2026 si prepara ad essere l’anno in cui le criptovalute torneranno nell’economia reale con numeri meno fragorosi ma basi più solide rispetto al recente passato.
