Seattle, 24 gennaio 2026 – Blue Origin ha tolto il velo oggi, dal suo quartier generale di Kent, Washington, alla nuova sfida nel campo delle telecomunicazioni: si chiama TeraWave e promette di cambiare le regole del gioco per le aziende che cercano connessioni internet ultra veloci. La società aerospaziale fondata da Jeff Bezos ha annunciato il lancio di una costellazione di satelliti pensata per offrire velocità fino a 6 Tbps, con un servizio dedicato alle imprese che partirà già dal prossimo autunno. Un passo deciso per riscrivere la competizione tra i giganti della tecnologia e gli operatori globali della rete.
Blue Origin accelera sul mercato satellitare business
Al centro del progetto c’è la volontà di colmare un vuoto ancora grande nell’accesso alla banda larga ad altissima velocità, soprattutto nelle zone industriali e in quelle più isolate dove le infrastrutture tradizionali non arrivano. “Con TeraWave vogliamo offrire alle aziende una connessione affidabile e capace di crescere con loro, senza interruzioni o rallentamenti”, ha detto Dave Limp, CEO di Blue Origin dal settembre 2025, davanti a un pubblico ristretto di investitori e giornalisti. Le prime missioni per mettere in orbita i satelliti sono previste all’inizio della primavera. Il piano è quello di schierare gradualmente centinaia di unità in orbita bassa.
Non si parla solo di numeri: ogni satellite della costellazione TeraWave sarà in grado di gestire flussi di dati enormi, con velocità aggregate mai viste finora nel settore commerciale – almeno secondo quanto riferiscono i tecnici. “I nostri partner nell’industria manifatturiera e dei servizi ci chiedevano da tempo una soluzione stabile e potente, adatta alle sfide dell’industria digitale”, ha aggiunto Limp durante la presentazione.
Fino a 6 Tbps: promesse e limiti della nuova tecnologia
Nel dettaglio, Blue Origin parla di una velocità massima pari a 6 terabit per secondo dedicata a consorzi aziendali, banche dati e poli logistici intercontinentali. I nodi principali saranno collegati direttamente ai data center nei maggiori hub finanziari e industriali. Un salto netto rispetto alle offerte satellitari tradizionali, ancora ferme a velocità più basse e spesso costose.
La vera sfida però resta quella dell’affidabilità. Secondo alcuni analisti sentiti da Alanews, la partita si giocherà sulla capacità del sistema di reggere picchi improvvisi senza perdere prestazioni: “Il mercato corporate non perdona errori – basta un blackout per far volare via milioni”, spiega Kelly Zhang, esperta telecom presso Forrester Research. Blue Origin assicura invece che TeraWave offrirà latenze ridotte e una copertura globale ampia, puntando soprattutto sulle aree dove la concorrenza – come SpaceX con Starlink – è già presente.
Imprese nel mirino: settori e reazioni
Anche se siamo ancora agli albori del progetto, le aspettative delle imprese sono alte. L’iniziativa punta soprattutto a settori come la logistica, l’automazione industriale, le energie rinnovabili e la gestione intelligente delle reti urbane. Tra i primi clienti confermati ci sono il consorzio europeo EuronetGrid e la giapponese Asahi Robotics.
“È una sfida interessante – commenta Arnaud Picard, responsabile IT per EuronetGrid –. Finora abbiamo dovuto fare i conti con limiti evidenti nelle dorsali terrestri; con TeraWave speriamo in una gestione centralizzata e molto più veloce dei nostri sistemi.” All’evento stampa era presente anche una delegazione del ministero francese delle Imprese: un segnale chiaro del crescente interesse istituzionale verso i servizi cloud via satellite.
Sfida a SpaceX e ai colossi delle telecomunicazioni
Dietro l’annuncio di oggi si legge chiaramente l’intenzione di Blue Origin di prendersi una fetta nel mercato dei servizi satellitari ultra veloci, finora dominato da SpaceX e dai grandi operatori tradizionali delle telecomunicazioni. Secondo gli ultimi dati IDC, il mercato mondiale del satellite broadband ha superato i 14 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita annua attesa intorno all’8%.
Ma la partita è tutt’altro che chiusa: restano da definire prezzi e piani commerciali precisi – un dettaglio che fonti vicine al dossier dicono verrà svelato solo dopo i primi test sul campo. “Le aspettative sono alte ma ci sono anche molti dubbi sulla reale capacità dell’infrastruttura di reggere su larga scala”, mette in guardia l’analista Zhang.
Con il debutto di TeraWave torna così al centro il confronto su chi guiderà la prossima fase della connettività globale. Non è solo un discorso tecnico: questa corsa avrà impatto diretto sull’innovazione nei processi industriali e sulla digitalizzazione delle imprese grandi e piccole. E forse cambierà anche il modo in cui ci collegheremo – e lavoreremo – negli anni a venire.
