Milano, 30 novembre 2025 – Cristiano Castro, dirigente di BlackRock, ha commentato i **significativi deflussi** registrati a novembre dall’ETF IBIT, definendoli parte della normale fisiologia dei mercati dopo una fase di forti afflussi nei mesi precedenti. Le sue parole, pronunciate durante un incontro con analisti finanziari nella sede di via Mike Bongiorno alle 9:30, arrivano in un momento in cui molti operatori si interrogano sulle dinamiche dei fondi legati agli indici e sulle possibili conseguenze per il settore.
## **IBIT e le dinamiche degli ETF: allarme o routine?**
Il dato è chiaro: nelle ultime quattro settimane, **IBIT**, uno dei principali ETF gestiti da **BlackRock**, ha visto uscire una cifra importante di capitali. Secondo i dati di Borsa Italiana, oltre **450 milioni di euro** sono stati ritirati solo tra il 3 e il 28 novembre. Un movimento che a prima vista potrebbe far pensare a segnali di tensione o perdita di interesse. Castro però smorza i timori: “Questi deflussi sono del tutto normali dopo un periodo in cui gli afflussi sono stati eccezionalmente robusti”, ha detto durante una call con investitori europei. In pratica, per BlackRock si tratta semplicemente della normale alternanza tipica degli ETF.
## **Il quadro del 2025: un anno tra alti e bassi**
Gli ETF – cioè i fondi quotati in Borsa – riflettono fedelmente l’andamento degli indici su cui si basano. Nel corso del 2025, IBIT aveva già raccolto una quantità notevole di investimenti, spinta soprattutto dalla ripresa dei titoli tecnologici e da un clima positivo sui mercati azionari americani. A giugno, secondo Bloomberg, gli afflussi verso IBIT avevano superato la soglia del **miliardo e duecento milioni di euro**. Ma – come ricordano anche fonti vicine a Piazza Affari – molti investitori istituzionali tendono a muoversi in blocco per prendere profitti o riequilibrare i portafogli a fine anno. Una pratica consolidata nei grandi istituti finanziari.
## **BlackRock: “Nessuna fuga dal fondo”**
“Non vediamo segnali che facciano pensare a una perdita di fiducia duratura nell’ETF o nel settore nel suo insieme”, ha aggiunto Castro rispondendo alle domande di un broker milanese collegato da remoto. “Si tratta semplicemente di normali rotazioni tra diversi investimenti”, ha precisato. In sostanza, per BlackRock i riscatti sarebbero frutto di una pianificazione attenta piuttosto che reazioni a eventi negativi o a cambiamenti drastici nell’economia globale. Gli operatori vedono ancora nell’ETF uno strumento interessante per il medio periodo.
## **Le reazioni degli analisti: prudenza ma senza panico**
Nel frattempo alcune case d’investimento hanno espresso cautela. Luca Fontana, analista di Intesa Sanpaolo contattato alle 11:15 per un commento a caldo, ha spiegato: “Dopo fasi intense di acquisti è naturale vedere qualche presa di beneficio”. Ha aggiunto che anche altri prodotti simili, come l’ETF sul Nasdaq gestito da Invesco, hanno registrato deflussi analoghi a novembre. Secondo Fontana non si tratterebbe quindi di un fenomeno isolato né circoscritto solo a **IBIT** o BlackRock.
## **Che cosa aspettarsi nei prossimi mesi?**
Guardando avanti la domanda è se l’ETF IBIT – e gli strumenti simili – riusciranno a richiamare capitali già nei primi mesi del 2026. “Molto dipenderà da come andranno i mercati azionari e dalle mosse delle banche centrali”, ha ammesso un gestore anonimo. La volatilità resta infatti una costante in questa fase post-pandemica, complicata dall’incertezza legata alle elezioni Usa e ai tassi della Fed. Tuttavia molti osservatori concordano sul fatto che gli investitori istituzionali continuino a preferire prodotti liquidi e trasparenti come gli ETF.
## **IBIT oggi: nessun allarme ma attenzione sempre accesa**
Al momento quindi il caso IBIT non preoccupa chi lavora nella finanza milanese. I deflussi di novembre vengono letti come un fenomeno normale all’interno del mercato finanziario. Solo se dovessero prolungarsi nelle prossime settimane potrebbero diventare un campanello d’allarme più serio per il settore degli ETF. Ma questa non è la fotografia che arriva dai trader e dai desk degli investitori ogni giorno. La prudenza resta d’obbligo; la fiducia negli ETF pure.