BitMine investe altri 259 milioni di dollari in Ether: la coda dei validatori Ethereum sfiora 1 milione di ETH

Salvatore Broggi

3 Gennaio 2026

Milano, 3 gennaio 2026 – BitMine, tra i principali gestori di patrimoni digitali, ha annunciato ieri sera l’acquisto di altri 259 milioni di dollari in Ether da destinare allo staking. Una mossa che pesa parecchio sulle dinamiche di Ethereum. La comunicazione, arrivata poco dopo le 18 con una nota ai mercati, arriva in un momento in cui la domanda istituzionale di rendimenti sulle criptovalute sta toccando nuovi livelli.

Ethereum, cresce la domanda istituzionale e lo staking accelera

I dati della piattaforma Dune Analytics, confermati da Glassnode, uno dei principali fornitori di metriche blockchain, mostrano come l’afflusso di BitMine abbia spinto il cosiddetto validator entry queue di Ethereum vicino al milione di ETH. Più che parole, questo numero racconta la ripresa dello staking come protagonista nelle scelte degli investitori finanziari. Al valore attuale, si tratta quasi di 2 miliardi di dollari messi in coda.

C’è un interesse molto forte dagli investitori istituzionali che cercano rendimenti stabili in un momento di tassi fermi e mercati azionari volatili”, ha spiegato a Reuters Daniel Frey, responsabile strategie cripto di BitMine. La società gestisce asset digitali per circa 5 miliardi e negli ultimi sei mesi ha triplicato l’esposizione su Ethereum tramite lo staking, una pratica che permette ai detentori di criptovalute di bloccare i propri fondi sulla rete per ricevere ricompense regolari.

Validator entry queue: cosa significa e quali sono le conseguenze

Nel sistema Proof-of-Stake adottato da Ethereum dal settembre 2022, ogni nuovo validatore – cioè chi conferma le transazioni – deve aspettare il proprio turno per entrare in funzione sulla rete. Questa “fila” virtuale si chiama validator entry queue. Quando la domanda aumenta velocemente, come ora, i tempi di attesa si allungano anche fino a settimane. A fine dicembre bastavano meno di 12 ore; oggi si supera ampiamente il giorno.

Per alcuni operatori è un problema; per altri un segnale positivo. Da una parte l’attesa significa ritardo nei guadagni per chi entra adesso; dall’altra mostra quanta fiducia c’è nel protocollo Ethereum. “Non abbiamo mai visto tanta gente in fila,” commenta Alexander Medici, analista cripto a Zurigo. “Il trend dice chiaramente che i prodotti digitali sono tornati al centro delle strategie degli istituzionali.”

Staking: numeri, rendimenti e sicurezza della rete

Ad oggi gli ETH bloccati nello staking superano i 32 milioni, circa il 27% dell’intera offerta della seconda criptovaluta più importante al mondo. Il rendimento medio annuo si aggira intorno al 4%, ma può variare in base al numero totale dei validatori e alla quantità complessiva di Ether vincolata. “Lo staking non è senza rischi,” ricorda Laura Molinari, docente di fintech alla Bocconi. “Però per molti investitori offre una miscela rara tra liquidità e rendimento rispetto ai mercati tradizionali.”

L’aumento degli investimenti istituzionali contribuisce anche a rendere più solida la rete Ethereum, complicando tentativi di manipolazione o attacchi informatici. Tuttavia ci sono avvertimenti sul rischio che poche grandi entità concentrino troppo potere. “Bisogna tenere d’occhio la situazione,” mette in guardia Molinari, “per evitare derive centralizzate che sarebbero contro lo spirito decentralizzato del protocollo.”

Mercati e prospettive: gli istituzionali tornano allo staking

L’operazione BitMine si inserisce in un quadro più ampio: dopo il lungo mercato ribassista del 2022–2023 e il rimbalzo dei prezzi nel 2024–2025, gli asset digitali attirano nuovamente capitali da banche d’investimento e fondi pensione. Ieri alle 21:30 su Coinbase Pro l’Ether (ETH) scambiava poco sotto i 2.150 dollari.

Guardando oltre l’immediato, se la coda dei validatori continuerà a crescere qualcuno ipotizza modifiche tecniche dalla Ethereum Foundation per accelerare l’ingresso o cambiare le regole dello staking. Per ora però gli addetti ai lavori della DeFi milanese sottolineano come la priorità sia gestire questo boom inatteso e rapido.

Sul fronte regolatorio resta tutto fermo: BCE ed ESMA osservano senza muoversi ma l’afflusso crescente degli istituzionali nei protocolli decentralizzati potrebbe cambiare gli equilibri del settore. Gli occhi del mercato sono puntati qui: tutti vogliono capire quanto potrà durare questa nuova stagione dello staking e quali nuove regole scriverà nel mondo delle criptovalute.

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