Bitcoin verso chiusura settimanale cruciale: volatilità e target di liquidazione nel mirino grazie a Venezuela

Salvatore Broggi

4 Gennaio 2026

Roma, 4 gennaio 2026 – Il prezzo del Bitcoin sta per chiudere una settimana segnata da forti sbalzi, mentre i mercati restano col fiato sospeso per la crisi in Venezuela. Negli ultimi giorni, le tensioni nel Paese sudamericano hanno spinto molti investitori a muoversi con prudenza, scatenando nuovi picchi di volatilità proprio alla vigilia del weekend.

La crisi venezuelana fa tremare il mercato delle criptovalute

Ieri sera, il valore del Bitcoin ha subito un brusco scossone: in pochi minuti è passato da 41.000 a poco sopra i 39.500 dollari, per poi recuperare qualcosa nelle prime ore di questa mattina. Secondo i principali exchange internazionali, il crollo è stato causato da voci su possibili restrizioni venezuelane all’uso delle valute digitali, notizie confermate solo in parte da fonti locali.

Dalla Banca Centrale di Caracas, interpellata telefonicamente, filtrano segnali che il governo potrebbe adottare nuove misure contro l’uso delle criptovalute nelle transazioni con l’estero, nel tentativo di bloccare la fuga di capitali. “Non c’è ancora nulla di ufficiale,” ha detto un funzionario che ha voluto restare anonimo, “ma se ne parla seriamente.” Il risultato? Una serie di vendite frenetiche che ha invaso i mercati online già verso le 22 ora italiana.

Nervosismo tra gli investitori: nuovi schemi di gioco

Durante la notte, le principali piattaforme hanno registrato volumi di scambio fuori dal comune. I dati di Glassnode parlano chiaro: tra le 23 e le 2 (ora italiana) sono stati movimentati oltre 14.000 Bitcoin – quasi il 30% in più rispetto alla media settimanale. Gli addetti ai lavori descrivono un clima teso soprattutto tra piccoli e medi investitori.

“Abbiamo visto molti utenti vendere e ricomprare nell’arco di poche ore,” racconta Paolo Bertoli, analista della piattaforma CryptoView. “Molti stanno cercando di sfruttare l’alta volatilità invece di subirla passivamente.” Un comportamento ormai abituale, ma che secondo Bertoli “dimostra quanto gli operatori siano sempre più sensibili alle notizie che arrivano dal Sudamerica”.

Bitcoin e geopolitica: un legame sempre più evidente

Il legame tra criptovalute e questioni geopolitiche non è certo una novità. Da tempo gli esperti osservano come grandi eventi internazionali influenzino in tempo reale domanda e offerta di Bitcoin e affini. Il caso del Venezuela ne è un esempio emblematico: la crisi economica spinge migliaia di persone a rifugiarsi nelle valute digitali per proteggere i risparmi dall’inflazione fuori controllo.

Nel solo 2025, stando alle stime della società Chainalysis, più di 180 milioni di dollari sono stati convertiti in criptovalute dai venezuelani. Questo spiega anche la forte attenzione dei mercati a ogni minimo segnale proveniente da Caracas.

La chiusura settimanale mette ansia agli operatori

La prima settimana del 2026 si avvicina alla fine e gli operatori temono che la volatilità possa crescere proprio nelle ultime ore prima del weekend. “La chiusura settimanale è sempre un momento delicato per le criptovalute,” avverte Giulia Mari, responsabile ricerche per CryptoFocus Italia. “Chi ha posizioni aperte deve decidere se rischiare ancora o mettere al sicuro i guadagni, soprattutto in un clima così incerto.”

Le piattaforme hanno già messo in guardia gli utenti su possibili movimenti improvvisi nei prezzi, consigliando prudenza e l’uso di strumenti come stop loss o ordini condizionati.

Il futuro prossimo: tutti con il fiato sospeso

Per gran parte degli analisti sentiti stamattina, il prezzo del Bitcoin resterà instabile almeno fino a quando non sarà chiaro cosa deciderà il governo venezuelano. Non mancano però voci più ottimiste. “Spesso la pressione politica crea occasioni per chi è disposto a correre rischi alti,” ammette un operatore romano che preferisce l’anonimato.

Intanto, gli investitori aspettano sviluppi concreti da Caracas, occhi fissi sui grafici e sulle notizie dal Venezuela. Solo allora si capirà se la tempesta sul Bitcoin si calmerà o se ci attendono altri giorni turbolenti sui mercati digitali.

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