Milano, 10 gennaio 2026 – Bitcoin continua a navigare in acque mosse, oscillando intorno ai 42.000 dollari. Dopo settimane di movimenti laterali che hanno lasciato molti con più dubbi che certezze, la tensione tra operatori e investitori resta alta. Dai quartier generali delle principali piattaforme crypto a Milano fino alle sale trading di Londra, gli occhi sono puntati sui prossimi livelli chiave con una concentrazione quasi maniacale. Il motivo? Oggi il mercato non manda segnali chiari né di svolta né di crollo definitivo.
Bitcoin: prezzo incerto e volatilità sotto controllo
Da metà dicembre, il prezzo di BTC si muove dentro un range piuttosto stretto, tra i 39.800 e i 43.200 dollari. I dati raccolti da CoinMarketCap e Binance mostrano che nelle ultime 72 ore gli scambi sono calati del 12% rispetto alla media delle due settimane precedenti. Un segnale che pesa non poco. “Siamo fermi perché mancano eventi forti che scuotano il mercato: si tratta di un mix tra attesa e sfiducia”, spiega Paolo Pagani, analista finanziario del Milano Trading Desk.
Sul fronte macro, i tassi della Federal Reserve restano un sottofondo costante, quel rumore bianco che nessuno può ignorare davvero. Eppure, nelle chat di piccoli investitori e trader – come quelle sul canale Telegram CryptoItalia – gira la sensazione che presto potrebbe arrivare una rottura netta.
I livelli da tenere d’occhio
Nei grafici a quattro ore, quelli preferiti dai day trader, i 40.000 dollari sono il primo vero spartiacque. Se il prezzo dovesse scendere con decisione sotto questa soglia, diversi esperti contattati da alanews.it vedono una possibile discesa veloce fino a quota 37.500, dove c’è un supporto testato già tre volte negli ultimi sei mesi.
Al contrario, per parlare di una ripresa solida – quel “breakout autentico” che si legge spesso nei forum – bisognerà vedere come si comporta il prezzo intorno ai 43.200-43.500 dollari. Solo superando questi livelli con volumi sopra la media settimanale e chiudendo la sessione nettamente sopra si potrà pensare a un cambio reale di tendenza. “Adesso siamo in una specie di terra di nessuno”, riassume Silvia Grandi, trader indipendente romana.
Regole nuove complicano le cose
Il problema non sono solo i numeri o i grafici: sullo sfondo rimane pesante la questione delle regole. Dall’inizio dell’anno negli Stati Uniti sono entrate norme più rigide su wallet non custodial e trasferimenti internazionali sopra i 10.000 dollari. A farne le spese soprattutto gli operatori istituzionali europei.
“Gli investitori si trovano stretti tra una volatilità ridotta e un quadro normativo che cambia continuamente”, racconta a margine di un incontro a Francoforte l’analista tedesco Markus Huber. Secondo molti addetti ai lavori, le nuove regole antiriciclaggio stanno rallentando l’arrivo di nuovi capitali nel mondo crypto.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per capire se Bitcoin riuscirà a uscire da questo stallo che dura ormai da settimane. Il sentimento resta prudente: c’è chi spera in un rally spinto dai nuovi ETF e chi invece teme una nuova correzione. Insomma, nessuno sembra davvero voler correre rischi.
Anche sul fronte italiano – dove alcune piattaforme come Bitpanda piazzano Milano tra le prime tre piazze europee per volume – l’aria è quella della cautela. “Abbiamo visto un calo del 9% nelle nuove posizioni aperte rispetto al mese scorso”, ammette Alessio Vitale, account manager di CryptoHub Italia.
Solo uno sblocco su due fronti principali – regolatorio o macroeconomico – potrà interrompere questa lunga attesa. Per ora tornare ai livelli visti prima dell’inverno è ancora un percorso pieno di ostacoli.
Liquidità e volatilità: attenzione ai segnali improvvisi
Un ultimo aspetto da tenere d’occhio riguarda la liquidità sugli order book delle principali piattaforme: stabile nelle ultime due settimane ma con spread più ampi tra denaro e lettera soprattutto durante le ore notturne. Gli operatori sottolineano come basti poco — una notizia inattesa o una mossa improvvisa di una whale — per ribaltare tutto in pochi istanti.
Chi segue il mercato dalle periferie milanesi o dal cuore di Roma lo sa bene: tutto può cambiare in pochi minuti. Fino a quando non vedremo una rottura netta dei livelli chiave però, la sensazione resta quella di una partita ancora aperta e tutta da giocare.
