Bitcoin sotto i 72k: volatilità e attesa per il FOMC di marzo sull’inflazione USA

Cristina Manetti

19 Marzo 2026

New York, 19 marzo 2026 – L’inflazione negli Stati Uniti, appena pubblicata, ha subito impattato il prezzo di Bitcoin, che nelle prime ore di oggi a Wall Street è sceso sotto i 72mila dollari. I mercati, già con lo sguardo rivolto alla riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) della Federal Reserve, hanno reagito ai dati macroeconomici: niente sorprese clamorose, ma abbastanza per mettere pressione sul mondo crypto. Un appuntamento che gli analisti considerano “decisivo” per le scelte future degli investitori.

Inflazione Usa e Bitcoin: la connessione si conferma

Ieri alle 14.30 italiane il Dipartimento del Lavoro Usa ha diffuso l’ultimo dato sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), che a febbraio segna un aumento annuo del 3,2%. Qualcosa in più rispetto alle attese, anche se non di molto. “Bitcoin non ha perso tempo a reagire”, spiega Michael Taylor, strategist di Morgan Street Advisors. “La volatilità è schizzata subito dopo la pubblicazione”. Alle 9.50 di stamattina (ora di New York), BTC valeva 71.400 dollari, con un calo superiore al 3% rispetto ai picchi della notte.

Gli operatori attribuiscono questa dinamica al timore che la Federal Reserve, riunita oggi a Washington, mantenga un atteggiamento prudente sui tassi d’interesse. I mercati avevano già preso in conto un’inflazione sopra il 3%, ma speravano in un segnale più chiaro di cambiamento.

La Fed osserva, i mercati attendono

L’attesa per le decisioni del FOMC, che si tiene nella sede centrale della Fed su Constitution Avenue, tiene col fiato sospeso investitori e analisti. Anche se tutti sono praticamente convinti che Jerome Powell non toccherà i tassi (ora tra il 5,25% e il 5,50%), si guarda con attenzione alle sue parole nel briefing delle 20 italiane. “Il punto non sono tanto i tassi di oggi, ma cosa ci dice sulla direzione futura”, commenta Rachel Kim di Bloomberg Economics.

Nel frattempo sui monitor delle principali piattaforme digitali continuano le oscillazioni: Ethereum ha perso l’1,8%, altre criptovalute hanno registrato cali simili. Wall Street ha aperto negativa, con il Nasdaq giù dello 0,9%. Gli investitori cercano segnali concreti su un possibile rallentamento dell’inflazione capace di convincere la Fed ad allentare la stretta entro l’estate.

I prossimi scenari: tassi e volatilità

Nei giorni prima dell’annuncio gli analisti oscillavano tra prudenza e ottimismo su Bitcoin. Il rally recente – che aveva portato BTC vicino ai 74mila dollari venerdì scorso – era stato spinto anche dagli acquisti massicci attraverso i nuovi ETF spot americani. Ma l’incertezza resta alta: “Gli ETF stanno crescendo, ma ogni dato macro può far girare tutto da un momento all’altro”, avverte Daniel Lee di CryptoCompare.

Il nodo principale nei prossimi mesi restano i tassi d’interesse. Un taglio nel secondo trimestre ora sembra meno probabile dopo l’ultimo dato sull’inflazione; molti puntano invece all’autunno per un primo passo verso politiche più accomodanti da parte della Fed. Per il mercato crypto, sempre abituato a scossoni forti anche su eventi minori, questo significa continuare a navigare in acque agitate.

Qualche operatore fa notare come la capitalizzazione totale delle criptovalute abbia perso circa il 2% nelle ultime 24 ore. Ma tra i più esperti si fa strada una strategia prudente: “Meglio aspettare il discorso della Fed prima di muovere grosse somme”, confida via Telegram un trader attivo a Chicago.

Prossime mosse e reazioni degli investitori

Dopo le vendite mattutine tutti puntano ora agli sviluppi delle prossime ore. “Le parole di Powell potranno chiarire se ci sarà spazio per tagliare i tassi già a giugno o se invece bisognerà aspettare”, spiega una fonte bancaria newyorchese. Nel frattempo nei forum specializzati si accende il dibattito sulle prospettive a medio termine: c’è chi pensa che la pressione al ribasso sia solo temporanea; altri temono una nuova fase di incertezza legata sia ai dati macro sia alla regolamentazione internazionale.

Quel che appare certo è che la combinazione tra dati sull’inflazione e politica monetaria della Fed continuerà a dettare il ritmo anche per Bitcoin e tutto il settore crypto. Solo dopo l’appuntamento odierno con il FOMC – e le prime reazioni immediate dei mercati – sarà possibile capire meglio quale strada prenderanno gli investimenti nei prossimi mesi.

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