Bitcoin sfiora il massimo di 3 settimane: i timori macro frenano l’entusiasmo dei trader

Salvatore Broggi

3 Gennaio 2026

Milano, 3 gennaio 2026 – Bitcoin torna a guadagnare terreno, raggiungendo ieri il prezzo più alto delle ultime tre settimane. Si viaggia intorno ai 46.200 dollari, dati aggiornati alle 10:00 di stamattina. L’interesse per le criptovalute sembra risvegliarsi, ma i grandi investitori – soprattutto quelli attivi nei derivati e negli ETF – restano prudenti, mantenendo un atteggiamento guardingo.

Bitcoin supera i 46mila dollari, ma gli istituzionali restano alla finestra

La spinta è arrivata nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, quando il prezzo del Bitcoin ha superato per qualche minuto quota 46mila dollari sulle principali piattaforme internazionali, come Coinbase e Binance. Un livello che non si vedeva dal 12 dicembre scorso. Però la reazione del mercato non è stata unanime. Alcuni esperti parlano di un “momento di pausa tecnica”, dopo un dicembre senza grandi scossoni. “Non ci sono ancora segnali chiari di una ripresa stabile, i flussi sugli ETF sono ancora bassi”, ha spiegato il gestore di fondi crypto Matteo Broggi in una nota inviata ai clienti poco dopo le otto del mattino.

L’attenzione resta rivolta alle mosse degli operatori istituzionali, che nelle ultime settimane hanno mantenuto un profilo basso sia negli acquisti sia nelle vendite allo scoperto. “Il sentiment è prudente. Non si sono visti grandi afflussi su strumenti regolamentati come gli ETF crypto quotati negli Stati Uniti”, conferma Andrea Lombardi, consulente finanziario indipendente.

Derivati e volumi: segnali contrastanti dal mercato

Gli investitori tengono d’occhio anche i dati sui derivati. Secondo le rilevazioni di The Block Research, i volumi delle opzioni su Bitcoin rimangono contenuti: meno di 1,8 miliardi di dollari scambiati nelle ultime 24 ore sulle principali piattaforme (dati aggiornati alle 9:00). Un valore più basso rispetto ai picchi di metà novembre, quando si erano superati i 2,5 miliardi al giorno.

Molti operatori parlano di una “fase di attesa”, con strategie soprattutto orientate a coperture a breve termine e poca voglia di puntare su movimenti forti. Solo in parte si registra un recupero della domanda per le call out-of-the-money – cioè le opzioni che scommettono su ulteriori rialzi – ma sempre con premi alti e scadenze ravvicinate.

“Gli istituzionali restano in disparte: la volatilità attesa è bassa, segno che aspettano segnali più forti prima di muoversi in modo deciso”, spiega Federico Spinelli, analista di BitAlpha Research.

ETF crypto: flussi ancora tiepidi

Per quanto riguarda gli ETF legati al Bitcoin, la situazione è ancora fiacca. I dati raccolti da Bloomberg Crypto mostrano che i principali strumenti quotati a New York hanno visto afflussi netti limitati: appena 25 milioni tra il 27 dicembre e il 2 gennaio. Numeri lontani dai livelli toccati lo scorso novembre.

“Nonostante l’aumento del prezzo spot, manca l’entusiasmo tra i grandi investitori istituzionali. I gestori guardano alle prospettive macroeconomiche e temono sorprese dalla Federal Reserve sulla politica monetaria”, commenta Claudia Sarti, strategist in un asset manager milanese.

Gli addetti ai lavori sottolineano che solo con una maggiore chiarezza sul quadro macro si potrà vedere un cambio netto sui volumi degli ETF crypto. Per ora regna la prudenza.

Aspettative e scenario: regna l’incertezza

Perché tanta cautela? Secondo diversi osservatori del settore, tra cui la società di consulenza Chainalysis, la situazione economica internazionale pesa sulle decisioni d’investimento in asset rischiosi come le criptovalute. L’incertezza sui tassi d’interesse negli Stati Uniti e sulle prossime mosse della Federal Reserve domina ancora il dibattito tra trader e gestori.

Da Wall Street all’Europa fino all’Asia, gli investitori seguono con attenzione anche eventuali novità normative sui mercati digitali. In questa fase, ammette un gestore londinese che preferisce restare anonimo, “meglio muoversi con cautela: la volatilità può tornare da un momento all’altro”.

A fine mattinata – con Bitcoin stabile sopra quota 46mila – l’impressione prevalente tra gli operatori sentiti è quella di una ripresa parziale ma ancora fragile. Le prossime settimane saranno decisive per capire se questo rialzo riuscirà davvero a consolidarsi o se prevarrà ancora la prudenza diffusa.

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