Bitcoin resta in territorio ribassista sotto i 101.000$: ricerche avvertono rischio ripetizione del mercato orso del 2022

Salvatore Broggi

16 Gennaio 2026

Milano, 16 gennaio 2026 – Un nuovo studio diffuso ieri da CryptoCompare, società britannica specializzata nell’analisi dei mercati digitali, ha riacceso i riflettori su un tema caldo per chi opera in finanza: secondo il rapporto, il prezzo di Bitcoin potrebbe ripetere la lunga fase di calo vista nel 2022, se non riuscirà a superare la soglia dei 101.000 dollari nei prossimi mesi. Gli analisti hanno spiegato i dati in una nota inviata ai principali media economici, basandosi su confronti storici e modelli aggiornati.

Bitcoin sotto la lente: cosa dicono gli analisti

Secondo CryptoCompare, il comportamento di Bitcoin negli ultimi sei mesi ricorda molto quello del 2022, sia per la volatilità sia per le correzioni a cui è andato incontro. Nel 2022 la criptovaluta perse oltre il 60% in meno di nove mesi. “La situazione attuale dei prezzi mostra che senza una spinta sopra i 101.000 dollari – ha detto Mike Jennings, capo analista – il rischio di un nuovo ribasso è concreto”. Una previsione che nelle ultime ore ha acceso dibattiti nelle chat e nei forum frequentati dai piccoli investitori italiani.

Dietro ci sono diversi elementi da tenere d’occhio: l’interesse crescente degli investitori istituzionali, il recente via libera agli ETF Bitcoin spot negli Stati Uniti e le continue pressioni normative in Europa. Tutti fattori che stanno rendendo il mercato incerto ma allo stesso tempo portano a una fase di stabilizzazione dei volumi, come hanno notato gli operatori delle piattaforme di scambio più importanti.

Il peso del 2022 ancora vivo

Non è solo la barriera psicologica dei 100.000 dollari a influenzare le aspettative. Nel novembre 2022, Bitcoin toccò i minimi a 15.700 dollari, dopo un lungo periodo di cali dovuti al tracollo della piattaforma FTX e a una generale perdita di fiducia nel settore. Da allora il mercato ha tentato più volte di risalire, ma quel periodo resta nella memoria come “un trauma collettivo”, parola del trader milanese Davide Noli, molto seguito dagli appassionati.

Lo studio di ieri mette in evidenza come alcuni indicatori tecnici – in particolare il Relative Strength Index (RSI) e le medie mobili a 100 giorni – stiano mostrando segnali simili a quelli che precedettero quel crollo. “Solo un superamento netto dei 101.000 potrebbe cambiare rotta e riportare fiducia”, si legge nel report.

Reazioni tra trader e piccoli investitori

Nei gruppi Telegram degli appassionati italiani il rapporto ha riaperto vecchie discussioni. “Mi pare che ogni sei mesi si parli sempre o di crollo o di grande rialzo”, commenta con un sorriso Filippo M., studente universitario con un piccolo portafoglio crypto. C’è anche chi è preoccupato: Elisa R., impiegata bolognese, dice “Se Bitcoin scende sotto gli 80.000 sarà un grosso problema per tanti che sono entrati tardi”.

Le principali piattaforme italiane – da Bitpanda a Young Platform – non hanno visto grandi scossoni nei volumi nelle ore successive all’uscita dello studio. Segno che molti preferiscono aspettare prima di muoversi. Alcuni consulenti finanziari hanno invitato alla prudenza: “Questi studi vanno presi per quello che sono – spiega Francesco M., advisor milanese – uno scenario tra tanti possibili”.

Regole e mercati: il quadro globale

Un altro fattore chiave è la regolamentazione. Negli Stati Uniti la SEC ha appena dato il via libera ai primi ETF spot su Bitcoin, cosa che secondo molti può rendere la criptovaluta più accessibile agli investitori istituzionali. In Europa invece si attende entro l’estate l’approvazione definitiva del pacchetto MiCA (Markets in Crypto-Assets), con norme più rigide su trasparenza e tracciabilità delle operazioni.

Il quadro globale resta complicato: gli analisti sottolineano un rallentamento della domanda retail in Asia e un aumento delle scommesse speculative sulle piattaforme decentralizzate. Elementi che mettono ulteriore pressione sulle previsioni per i prossimi mesi.

Cosa succederà da qui a breve?

Gli esperti restano cauti quando si parla del prezzo futuro di Bitcoin. “Il mercato delle criptovalute è notoriamente difficile da leggere con gli strumenti classici”, ricorda Stefano Rossi, docente di Finanza Digitale all’Università Cattolica di Milano. La soglia dei 101.000 dollari è più un punto simbolico che una certezza matematica; molti trader preferiscono guardare vari indicatori insieme, mischiando analisi tecnica e dati macroeconomici.

Intanto si aspetta di vedere se Bitcoin riuscirà davvero a superare quella barriera segnata dagli analisti. Nel frattempo, tra chi ha già vissuto le montagne russe del 2022, domina uno stato d’animo fatto di scetticismo e prudenza.

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