Bitcoin: perché l’1% nei portafogli non basta secondo il CIO di Bitwise

Bitcoin: perché l'1% nei portafogli non basta secondo il CIO di Bitwise

Bitcoin: perché l'1% nei portafogli non basta secondo il CIO di Bitwise

Salvatore Broggi

15 Novembre 2025

Milano, 15 novembre 2025 – Bitcoin non è più solo una curiosità per appassionati o un terreno di caccia per speculatori. Oggi, secondo Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise Asset Management, la criptovaluta più famosa al mondo sta vivendo un momento di svolta che la porta sempre più vicino agli asset tradizionali. “Siamo entrati nell’era della maturità”, ha detto Hougan in una nota rivolta agli investitori, sottolineando come la volatilità in calo e l’ingresso di grandi istituzioni stiano cambiando il volto del mercato.

Bitcoin: da rischio estremo a protagonista istituzionale

Per Hougan, la storia di Bitcoin ricorda quella delle grandi aziende tech dopo la loro entrata in Borsa. “È il momento in cui gli early adopter lasciano spazio alle istituzioni”, ha scritto, citando casi come Facebook nel 2012 o Google nei primi anni Duemila. In quei periodi, il prezzo delle azioni tendeva a muoversi lateralmente, segno di un passaggio verso una nuova fase di stabilità. Oggi, sostiene Hougan, sta succedendo lo stesso con Bitcoin: “Non è un campanello d’allarme, ma la prova che il mercato sta crescendo”.

A confermare questa tesi ci sono i numeri. L’arrivo degli ETF su Bitcoin, l’interesse crescente di grandi aziende e fondi sovrani, la presenza di operatori istituzionali: sono tutti segnali che hanno creato una base solida di acquirenti. “Questa nuova platea può assorbire anche prese di profitto importanti”, ha spiegato Hougan. Solo così, secondo il manager di Bitwise, si può parlare di un asset pronto a crescere in modo più stabile e meno legato alla speculazione.

Portafogli, l’1% non basta più

Il cuore del ragionamento di Hougan riguarda la gestione degli investimenti. Fino a qualche anno fa, la regola non scritta tra i gestori era destinare al massimo l’1% del patrimonio a Bitcoin. Troppo rischioso, troppo volatile. Ora però, i dati raccontano un’altra storia. “Negli ultimi tre anni – si legge nella nota – la volatilità mensile media di Bitcoin è scesa sotto il 50%”. Per Hougan, questo apre la strada a una maggiore esposizione senza aumentare troppo il rischio complessivo.

“Bitcoin è diventato un asset centrale”, ha detto il manager americano. Non più una scommessa marginale, ma una parte stabile di un portafoglio diversificato. Secondo lui, oggi si potrebbe arrivare fino al 5% senza scombinare l’equilibrio del rischio. Se altri operatori del settore dovessero confermare, questa posizione potrebbe rivoluzionare le strategie di investimento nei prossimi anni.

Il futuro di Bitcoin: una crescita più solida

Le previsioni di Hougan sono ambiziose. Il CIO di Bitwise vede il prezzo di Bitcoin arrivare a 1,3 milioni di dollari per unità entro il 2035. Una cifra che fa discutere, ma si basa su un’idea chiara: la crescita sarà meno turbolenta rispetto al passato, ma più duratura. “La minor volatilità indica che Bitcoin sta entrando in una nuova fase”, ha spiegato Hougan.

Gli esperti osservano con attenzione questi segnali. L’ingresso di fondi sovrani e grandi società finanziarie è visto come un passo importante verso la normalizzazione dell’asset. Restano però alcune incognite: la regolamentazione ancora incerta, le possibili mosse delle banche centrali, l’impatto delle nuove tecnologie legate alla blockchain.

Mercato in attesa, ma con prudenza

A Milano come a New York, tra i gestori si respira prudenza. “È vero che la volatilità è calata”, ammette un analista di Piazza Affari che preferisce restare anonimo, “ma resta un asset giovane e soggetto a cambiamenti rapidi”. Anche tra gli investitori privati l’interesse cresce: secondo dati di Bitwise, negli ultimi sei mesi sono aumentate le richieste di consulenza su come inserire Bitcoin nei portafogli.

Il dibattito resta aperto. Ma una cosa appare chiara: per molti nel mondo finanziario, l’epoca in cui Bitcoin era solo una scommessa è ormai dietro le spalle. Ora si guarda al futuro con occhi diversi, tra nuove opportunità e rischi da valutare giorno dopo giorno.

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