Milano, 19 gennaio 2026 – Il mercato dei Bitcoin ha registrato un balzo importante nel mese di gennaio. L’open interest sul Bitcoin è cresciuto del 13%, arrivando a quota 61 miliardi di dollari in tutto il mondo. La notizia, diffusa ieri sera dagli analisti di Coinglass e ripresa oggi dalle principali piattaforme del settore, rappresenta una svolta nel mondo delle criptovalute: per la prima volta l’open interest sulle opzioni ha superato quello dei futures. Un segnale che molti leggono come un passo verso una maggiore maturità dei mercati digitali.
Bitcoin, l’open interest vola: i numeri che contano
Gli ultimi dati di Coinglass, società specializzata nelle analisi sui derivati cripto, mostrano che l’open interest totale su Bitcoin — cioè la somma dei contratti aperti su opzioni e futures — ha toccato quasi i 61 miliardi di dollari. A fine dicembre si era fermato a 54 miliardi: quindi, in poco più di tre settimane si è registrato un incremento di circa 7 miliardi. Gli operatori spiegano che questa crescita indica una fase di maggiore movimento e interesse, soprattutto da parte degli investitori istituzionali e dei trader più esperti.
“Non vedevamo volumi simili dalla fine del 2021”, ha detto ieri sera Marco Rinaldi, analista di CryptoFinance Research. “La domanda per i prodotti derivati legati al Bitcoin sta tornando prepotentemente nei portafogli degli investitori”. Ma il dato più interessante riguarda la composizione della domanda stessa: le opzioni hanno sorpassato i futures per la prima volta da quando questi strumenti sono entrati nel mercato su larga scala, cioè dal 2017.
Opzioni vs futures: cosa cambia davvero
Il fatto che oggi l’open interest sulle opzioni Bitcoin sia più alto rispetto a quello sui futures è, secondo diversi esperti, un segnale chiaro: il mercato sta diventando più maturo e punta a strumenti più raffinati. “È una vera svolta”, ha scritto in una nota ai clienti James Bennett, portfolio manager in una grande banca d’investimento europea. Le opzioni, rispetto ai futures, permettono strategie più complesse per coprirsi dai rischi e gestire meglio le oscillazioni del mercato.
In particolare, la crescita delle opzioni si è accelerata dal 4 gennaio in poi, proprio quando il prezzo del Bitcoin ha sfiorato i 46.000 dollari dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti. “I grandi investitori stanno proteggendo i loro portafogli da movimenti bruschi”, ha aggiunto Rinaldi. La richiesta per strategie chiamate “straddle” e “strangle” — tipiche dei professionisti — è salita del 20% rispetto al mese precedente.
Mercati più maturi e volatilità in calo: il futuro delle criptovalute
Gli esperti vedono in questa tendenza un segno di maggiore maturità del settore cripto. “Un mercato dove le opzioni costituiscono la parte principale dell’open interest è un mercato che cresce e si raffina”, ha spiegato ancora Bennett, sottolineando anche una tendenza alla riduzione della volatilità. I dati Coinglass mostrano infatti che la volatilità implicita sulle opzioni a tre mesi è scesa al 38%, il livello più basso da novembre 2022.
Non manca però chi resta prudente riguardo alla stabilità futura. “È vero che i derivati vengono usati anche per proteggersi dalle oscillazioni,” osserva Maria Cecchi, consulente finanziaria presso Digital Assets Italia, “ma la leva finanziaria rimane alta e movimenti improvvisi possono scatenare correzioni rapide”.
Liquidità alle stelle e cosa aspettarsi nel 2026
Per quanto riguarda la liquidità, gli exchange con i volumi più alti su derivati Bitcoin — come Binance e Deribit — hanno registrato picchi d’attività nelle ultime due settimane. Solo il 17 gennaio sono state aperte nuove posizioni per oltre 2,5 miliardi di dollari tra opzioni call e put. Da segnalare anche una crescita degli scambi nelle ore notturne italiane, quando si incrociano le piazze asiatiche e statunitensi.
Guardando avanti, gli esperti mantengono alta l’attenzione. Il sorpasso delle opzioni sui futures dovrebbe consolidarsi nei prossimi mesi, specie con eventi importanti all’orizzonte come le decisioni della Federal Reserve o l’imminente halving di Bitcoin previsto ad aprile. “Siamo in un momento delicato”, ha concluso Cecchi, “dove il mercato deve trovare nuovi equilibri tra rischio e protezione”.
In sintesi, quello che emerge da questo primo scorcio del 2026 è un settore in piena evoluzione. Strumenti più complessi affiancano i classici futures e la gestione del rischio diventa sempre più centrale. Un passo che molti vedono come l’inizio di una nuova fase per tutto il mondo delle criptovalute.
