Bitcoin in bilico: whale del 2013 vende 442 milioni di dollari, crollo imminente?

Corrado Pedemonti

22 Marzo 2026

Milano, 22 marzo 2026 – Bitcoin, la criptovaluta che negli ultimi anni ha fatto più parlare di sé, affronta ora una delle sfide più difficili: da qualche giorno il prezzo si è stabilizzato intorno ai 70.500 dollari, dopo un crollo rapido dai suoi massimi storici. Gli addetti ai lavori, sempre incollati a piattaforme digitali e smartphone, osservano con attenzione le mosse dei grandi investitori. E non senza motivo: dai dati delle principali piattaforme di analisi blockchain emerge che ben 44.459 Bitcoin sono stati immessi sul mercato in poche ore – un valore che supera i tre miliardi di dollari al cambio attuale.

Offerta in picchiata, il mercato sotto pressione

Il fenomeno è esploso ieri sera: alle 19.45, nel cuore del traffico di scambi tra New York e Londra, un wallet collegato a uno dei maggiori detentori ha trasferito oltre 30.000 BTC verso Coinbase, il principale exchange americano. Altri movimenti analoghi, come hanno riportato diversi osservatori su X (ex Twitter), si sono susseguiti durante la notte. Solo intorno alle 23 il prezzo ha cominciato a scendere, schiacciato dalla paura di nuove vendite.

Questa quantità, spiegano gli analisti di Glassnode e CryptoQuant, rappresenta uno degli shock di offerta più rilevanti degli ultimi sei mesi. “Movimenti così importanti non passano inosservati e l’impatto psicologico sugli investitori al dettaglio è immediato”, ha commentato John Park, analista di Galaxy Digital, contattato telefonicamente nella notte.

Perché questa ondata di vendite?

Dalle prime ricostruzioni degli esperti emerge che i movimenti su questi 44.459 Bitcoin sono dovuti sia a prese di profitto dopo i recenti record vicino ai 74.000 dollari, sia a una strategia coordinata fra fondi speculativi e grandi miner nordamericani. A complicare il quadro c’è poi l’avvicinarsi del nuovo halving – la riduzione programmata della ricompensa per i miner che si attende tra meno di un mese – che spinge molti a mettere al sicuro i capitali in valuta tradizionale.

Ma la pressione sul prezzo non arriva solo dalle vendite improvvise: nelle ultime ore si registra anche un calo della domanda dagli ETF Bitcoin quotati a Wall Street. BlackRock e Fidelity hanno infatti registrato afflussi più bassi rispetto alle settimane precedenti. “C’è molta attesa – ha spiegato l’esperto Francesco Simonetti – i gestori istituzionali stanno cercando di capire se convenga o meno aumentare l’esposizione in questo momento”.

Investitori divisi tra paura e opportunità

Nei forum dedicati a Bitcoin le reazioni sono state immediate e contrastanti. Alcuni utenti italiani su Telegram e Discord hanno ammesso di aver liquidato parte delle posizioni per timore di ulteriori cali; altri invece parlano apertamente di “trappola per i piccoli investitori”. Intanto in Borsa le azioni legate al mining delle criptovalute hanno chiuso con perdite tra il 6% e il 9%.

Gli analisti restano divisi: c’è chi teme un nuovo calo sotto i 68.000 dollari se la pressione sulle vendite continuerà; ma non mancano quelli che vedono un’occasione d’acquisto con il prossimo halving e le dinamiche tipiche della scarsità dell’asset.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Con i mercati globali che guardano con prudenza alla situazione, gli operatori invitano alla calma. “In questo momento – ha consigliato su CNBC Asia la trader americana Lily Ma – bisogna evitare il panico e attendere segnali chiari dal mercato”.

Ora tutti gli occhi sono puntati sulle mosse dei grandi detentori ma anche sulle decisioni dei regolatori americani in tema di cripto-asset. La volatilità sembra destinata a rimanere alta ancora per un po’. Solo col passare dei giorni capiremo se questo improvviso aumento dell’offerta avrà conseguenze durature o se il mercato saprà assorbirlo senza troppi scossoni. Nel mondo delle criptovalute, del resto, certezza significa poco più di una notte insonne.

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