Milano, 29 novembre 2025 – **Settimana difficile per il bitcoin**, che ha vissuto giorni di grande incertezza, tra **crolli improvvisi** e **riprese a singhiozzo**. Investitori e addetti ai lavori hanno seguito con il fiato sospeso l’andamento della criptovaluta più famosa. Da lunedì a oggi, nei mercati digitali, il valore è oscillato tra minimi che non si vedevano da settimane e rapide risalite, con picchi di volatilità sulle piattaforme principali come **Binance** e **Coinbase**. Un quadro che – come sintetizzato da diversi analisti – ha visto bitcoin “salvo per un soffio”, almeno fino al pomeriggio di venerdì.
## **Il crollo e il recupero: dati e reazioni del mercato**
Tra il 25 e il 27 novembre, **bitcoin** è sceso sotto la soglia simbolica dei **37.000 dollari**, toccando quota 36.450 secondo CoinMarketCap alle 10:37 di martedì. Dietro questa flessione, spiegano gli operatori, ci sono state prese di profitto e un clima di incertezza sulle mosse della politica monetaria americana. “Molti temevano un giro di vite da parte della Fed,” racconta Marco Gasperini, gestore milanese attivo nel settore cripto. Tra mercoledì sera e giovedì mattina, però, i prezzi hanno ripreso quota sopra i **38.000 dollari**, salvo poi ritornare a scendere nelle ore successive.
La volatilità non ha risparmiato neppure i piccoli risparmiatori italiani, diversi dei quali hanno preferito uscire nei momenti peggiori per limitare le perdite. “Quando ho visto il grafico scendere così velocemente, ho deciso subito di vendere,” confessa Filippo R., 31 anni di Bergamo, che negli ultimi mesi aveva messo una parte dei suoi risparmi nel bitcoin.
## **Cause e segnali d’allarme secondo gli esperti**
Gli analisti intervistati da alanews.it concordano su un punto: il mondo delle **criptovalute** sta attraversando una fase molto delicata, spinta da più fattori insieme. Tra questi ci sono le possibili nuove regole in Europa e i dubbi sugli ETF spot negli Stati Uniti. “È bastata una dichiarazione poco chiara della SEC per far scattare la vendita,” spiega Chiara Dalmonte, ricercatrice all’Osservatorio Blockchain del Politecnico di Milano.
Un altro elemento è la pressione crescente delle piattaforme asiatiche. In particolare, l’aumento degli scambi nei mercati di **Singapore** e **Hong Kong** ha fatto salire la volatilità durante la notte, creando difficoltà per chi opera con i fusi orari europei. “Questa settimana – aggiunge Dalmonte – abbiamo visto liquidazioni forzate per oltre 200 milioni di dollari in posizioni long, quasi tutte nelle ore tra le due e le sei del mattino.”
## **Impatto su investitori e settori collegati**
L’instabilità del bitcoin si è fatta sentire anche su altre criptovalute importanti: **Ethereum** è scivolato sotto i 2.000 dollari mentre **Solana** ha perso quasi l’8% in tre giorni, secondo i dati più recenti raccolti da Kraken. Le aziende che lavorano con blockchain e pagamenti digitali hanno rallentato molti progetti o tagliato i costi operativi in attesa che la situazione si stabilizzi.
Diversi operatori istituzionali hanno scelto un atteggiamento prudente nelle ultime sedute. “Stiamo seguendo l’evolversi degli eventi senza affrettarci a prendere decisioni,” ha confermato un portavoce di FinecoBank. Una linea simile arriva anche dai consulenti finanziari: “Meglio evitare mosse azzardate in questa fase,” racconta un broker romano.
## **Prospettive e scenari per le prossime settimane**
Per la maggior parte degli esperti, il futuro del bitcoin dipenderà molto dalla chiarezza che arriverà presto sulle regole negli Stati Uniti e in Europa. Solo così – dicono – potrà tornare un minimo di stabilità nei mercati delle criptovalute. C’è chi però vede nella recente turbolenza un’opportunità per chi sa mantenere la calma e guarda lontano.
Dal punto di vista tecnico, alcuni analisti segnalano come supporto chiave la fascia tra i 36.000 e i 36.500 dollari; al rialzo invece rimane una barriera difficile quella dei 40.000 dollari senza buone notizie dall’economia globale.
Insomma, la settimana appena passata è stata tutta un’altalena per il bitcoin – tra sbalzi improvvisi e reazioni spesso dettate dall’istinto degli operatori del settore. Il verdetto? Per ora siamo salvi per davvero… ma solo per pochissimo.