Milano, 22 gennaio 2026 – Il prezzo di Bitcoin oggi si aggira intorno ai 90.000 dollari, un livello che sta riscrivendo aspettative e discussioni, dai grandi uffici di Wall Street fino alle chat dei piccoli risparmiatori italiani. A stupire, più del valore in sé, è la frequenza con cui in queste settimane torna a farsi largo l’idea di un Bitcoin a 150.000 dollari. Un traguardo che molti considerano ancora lontano, eppure continua a spuntare su giornali, social network e rapporti di analisti. Dietro questo fermento ci sono i nuovi record segnati dalla criptovaluta nelle ultime sedute.
Bitcoin oltre i 90.000 dollari: cosa sta succedendo sui mercati
La salita di Bitcoin negli ultimi mesi è stata un mix di balzi veloci, pause e una volatilità che non abbandona mai questo mercato. I dati di CoinMarketCap mostrano come stamattina il prezzo sia oscillato tra gli 89.700 e i 90.200 dollari, con volumi in aumento soprattutto sulle piattaforme americane e asiatiche. Qui in Italia, intorno alle 11, si registravano movimenti piuttosto vivaci: “C’è un clima di vera e propria euforia anche tra i piccoli investitori”, racconta Andrea Salerno, consulente per l’innovazione finanziaria in una banca milanese.
A spingere il mercato sono almeno due elementi: da una parte l’arrivo dei nuovi ETF su Bitcoin spot, autorizzati alla fine del 2025 negli Stati Uniti, che hanno aperto le porte a capitali finora fermi ai margini; dall’altra la convinzione – ancora incerta ma in crescita – che le banche centrali possano rallentare la stretta monetaria nei prossimi mesi.
Perché si parla ancora di Bitcoin a 150.000 dollari
L’idea di un Bitcoin a 150.000 dollari non è nuova. Era già comparsa durante le bull run del 2021 e del 2024. Però il fatto che questa cifra torni nelle conversazioni degli ultimi giorni ha sorpreso molti addetti ai lavori. “Non è solo questione del prezzo attuale, ma del clima di attesa che si sta creando”, spiega Giulio Rossi, capo della ricerca a Cryptolab.
Le previsioni più ottimiste puntano sulla crescita della domanda istituzionale – spinta dal via libera agli ETF – insieme alla diminuzione dell’offerta causata dagli “halving”. L’ultimo evento del genere per Bitcoin è stato ad aprile scorso: da allora la ricompensa per chi estrae nuovi blocchi si è dimezzata, tagliando così l’offerta proprio quando la domanda aumenta.
C’è però chi invita a non farsi prendere troppo dall’entusiasmo: “Il mercato delle criptovalute resta molto fragile rispetto ai rischi regolamentari”, avverte Paola Bruni, docente di Finanza all’Università Bocconi. “Basta l’annuncio di nuove restrizioni da parte della SEC o della Commissione europea per far saltare tutto in poche ore”.
In Italia cresce l’interesse ma anche la prudenza
Anche da noi l’attenzione per Bitcoin resta alta, soprattutto tra i giovani. La Consob stima che nel 2025 fossero circa 1 milione gli italiani con portafogli cripto attivi; ora questa cifra potrebbe aver superato quota 1,2 milioni secondo alcune piattaforme nazionali.
Le banche però mantengono un profilo più cauto. “Sappiamo bene quanto valgono gli asset digitali”, ha detto un dirigente del private banking di Intesa Sanpaolo durante un incontro a Torino ieri. “Ma la priorità è sempre proteggere i risparmi: la volatilità è un rischio che molti clienti non possono permettersi”. Dalla Banca d’Italia arriva lo stesso messaggio: serve “informare bene il pubblico” ed evitare “speculazioni pericolose”.
Tra speranze e incognite: cosa aspettarsi da qui ai prossimi mesi
Da una parte ci sono le storie sui nuovi record – quelli raggiunti o quelli appena sfiorati – che infiammano forum e gruppi Telegram. Dall’altra restano molte domande sul futuro della principale criptovaluta al mondo. I grandi gestori internazionali guardano con attenzione a tre cose: domanda reale, regolamenti e andamento dell’economia globale.
“Arrivare a quei 150.000 dollari? Succederà solo se molte condizioni andranno nella stessa direzione”, sottolinea Lorenzo Tedeschi, analista finanziario indipendente. Eppure davanti ai grafici tanti continuano a chiedersi quanto manca al prossimo salto. Le risposte sono sospese tra certezze – come l’halving alle spalle e gli ETF all’orizzonte – e un mercato che sembra muoversi soprattutto sulle aspettative.
Nel centro di Milano verso mezzogiorno c’è chi osserva incuriosito le vetrine dei negozi d’elettronica: “Hai visto dove è arrivato il Bitcoin?”, chiede un ragazzo con lo zaino all’amico accanto. E lì si ferma la conversazione davanti al tabellone con l’ultimo prezzo – 90.140 dollari –, in attesa del prossimo scossone.
