Bitcoin a 150.000 dollari: cosa dicono davvero analisti ed esperti sul futuro del prezzo

Corrado Pedemonti

22 Gennaio 2026

Milano, 22 gennaio 2026 – Questa mattina il prezzo di Bitcoin si aggira attorno ai 90.000 dollari, riportando d’attualità un quesito che negli ultimi mesi sembrava quasi sparito: davvero si può puntare ai 150.000 dollari? La questione non riguarda soltanto la cifra in sé, ma il modo con cui analisti, investitori e appassionati ne parlano sempre più spesso, tra entusiasmo e scetticismo. Lo si nota bene nelle interviste ai media economici più seguiti, nei forum online e nelle chat tra chi lavora nel settore.

Bitcoin vola sopra i 90.000 dollari: cosa sta succedendo sui mercati

Nelle ultime 24 ore, il valore di Bitcoin ha oscillato tra i 88.900 e i 90.400 dollari, secondo i dati di CoinMarketCap. Aumentano gli scambi proprio nelle ore che precedono l’apertura delle borse europee. «Si avverte un ritorno di interesse, c’è un clima diverso rispetto a quello dello scorso autunno», racconta a alanews.it Alessandro Foti, amministratore delegato di Fineco Bank. Anche l’indice di volatilità delle criptovalute lo conferma: ieri sera alle 19:45 la variazione giornaliera segnava un +6,2%, valore ben sopra la media degli ultimi sei mesi.

Nonostante le oscillazioni e qualche correzione, a Piazza Affari molti operatori restano cauti. Nei corridoi si parla soprattutto delle prossime mosse della Federal Reserve americana: eventuali cambiamenti dei tassi d’interesse potrebbero dare una spinta o frenare la corsa del Bitcoin. «Non sono solo gli investitori al dettaglio a muovere il mercato», spiega Foti, «stanno tornando anche i fondi istituzionali, almeno a giudicare dai volumi».

150.000 dollari: sogno realizzabile o utopia?

L’idea di arrivare a quota 150.000 dollari per il Bitcoin è tornata prepotentemente in auge tra analisti e operatori del settore. Se ne discute su Bloomberg TV e nei podcast finanziari: uno scenario che fino a pochi mesi fa sembrava lontanissimo ora appare almeno sulla carta meno improbabile. C’è chi invita alla prudenza, come Daniela Legnani, analista della consulenza KPMG Italia: «Spesso si sottovaluta quanto il prezzo di Bitcoin sia sensibile a fattori esterni come regolamentazioni, liquidità e fiducia degli utenti».

Ma non tutti la pensano così. Sui social dedicati al mondo crypto il clima è spesso trionfale, a volte quasi goliardico. In una chat Telegram da oltre tremila membri qualcuno scrive: “Arrivati a novanta, ora si vola”. Ma non manca subito chi mette in guardia. C’è chi ricorda i parallelismi con il boom del 2021; altri richiamano il pericolo di una bolla.

Cosa spinge Bitcoin e quali nodi restano aperti

A far decollare il prezzo ci sono le attese per nuovi ETF spot negli Usa e in Europa – strumenti che permetterebbero anche agli investitori meno esperti di entrare nel mercato senza passare dagli exchange tradizionali. Secondo The Block, nelle ultime settimane sono state presentate almeno tre nuove richieste alla SEC americana per questi prodotti legati al prezzo “spot” della criptovaluta.

Un altro fattore da tenere d’occhio sono le riserve accumulate dalle grandi aziende tech: secondo un recente studio su Forbes Italia, colossi come MicroStrategy hanno aumentato la loro quota di Bitcoin nell’ultimo trimestre del 2025. Inoltre la progressiva diminuzione delle monete disponibili per il mining – cioè il processo che immette nuovi Bitcoin sul mercato – rende la domanda più sensibile agli squilibri con l’offerta, spiegano gli esperti dell’Osservatorio Blockchain del Politecnico di Milano.

Regole in arrivo e scenari incerti

Non mancano però campanelli d’allarme. Le autorità finanziarie europee hanno più volte sottolineato i rischi legati alla volatilità delle criptovalute: lo scorso dicembre a Bruxelles la presidente della BCE Christine Lagarde ha parlato apertamente di “rischio sistemico se non si stabiliranno regole comuni”. Le normative in arrivo restano l’incognita principale: se venissero introdotti limiti alla circolazione o nuove tasse sulle plusvalenze, gli effetti potrebbero arrivare rapidi e pesanti.

Per ora tutti aspettano con attenzione gli sviluppi. Ieri pomeriggio davanti a una storica filiale bancaria in via Torino a Milano due giovani discutevano animatamente su quale fosse la soglia “da non perdere” per entrare sul mercato. Un’immagine che racconta bene questo momento: tra speranze di crescita e dubbi concreti, il destino del Bitcoin continua a far discutere. E forse è proprio questa divisione ad alimentare ogni giorno una corsa senza pause certe.

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