Attenzione alla truffa dell’assegno Amazon: arriva a domicilio e svuota il conto

Il logo di Amazon

Il logo di Amazon | EPA/FRIEDEMANN VOGEL - Cryptohack.it

Alessandro Bolzani

30 Marzo 2026

Una nuova frode sta circolando sfruttando il nome di Amazon e combina strumenti tradizionali e digitali per ingannare le vittime. Il caso emerso a Formigine, in provincia di Modena, racconta un meccanismo particolarmente sofisticato, capace di risultare credibile perché costruito su elementi reali e dettagli personali accurati.

Una consegna a domicilio che insospettisce troppo tardi

La vicenda è stata segnalata ad Adiconsum da una donna che si è vista recapitare a casa una busta commerciale da un giovane italiano, descritto come curato nell’aspetto e già in possesso del suo nome. All’interno del plico era presente un assegno da 51 dollari emesso dalla Huntington National Bank di Columbus, negli Stati Uniti, accompagnato da una comunicazione scritta.

Nel testo si faceva riferimento a un presunto accordo raggiunto dalla Federal Trade Commission con Amazon.com Inc in merito a violazioni legate al servizio Prime. Alla destinataria veniva chiesto di incassare l’assegno entro il 28 aprile 2026 oppure, in alternativa, di collegarsi a un sito indicato per ricevere il pagamento tramite PayPal.

Un riferimento reale usato per rendere credibile la truffa

A rendere il raggiro particolarmente insidioso è il fatto che la lettera richiama una class action realmente esistita, ma limitata ai soli clienti Amazon Prime negli Stati Uniti. Il documento, spedito dalla Repubblica Ceca e transitato dai Paesi Bassi, sfrutta quindi un contesto autentico per abbassare le difese della vittima.

Secondo Adiconsum si tratta di un vero e proprio “capolavoro falsario”, proprio per la capacità di mescolare informazioni corrette e dettagli costruiti ad arte.

Il doppio inganno: assegno e phishing

La truffa si sviluppa su due livelli distinti. Da un lato c’è il cosiddetto overpayment scam: una volta versato l’assegno, la banca accredita temporaneamente l’importo avviando le verifiche internazionali. Nel frattempo, i truffatori intervengono chiedendo la restituzione della somma per un presunto errore. Quando l’assegno viene poi respinto, il denaro risulta già perso e l’istituto può rivalersi sul cliente.

Dall’altro lato si inserisce il tentativo di phishing. Il link proposto nella lettera per ottenere il rimborso tramite PayPal serve in realtà a sottrarre dati sensibili, come credenziali di accesso, informazioni personali e coordinate bancarie.

I dati personali nelle mani dei truffatori

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda la quantità di informazioni in possesso dei responsabili. Nel caso segnalato, i truffatori conoscevano non solo nome e indirizzo della vittima, ma anche il fatto che fosse abbonata ad Amazon Prime. Un dettaglio che contribuisce a rendere il raggiro ancora più convincente.

Adiconsum ha invitato a non incassare l’assegno e a non accedere ai link indicati, raccomandando inoltre di segnalare immediatamente episodi simili alle autorità competenti. L’associazione dei consumatori ha anche informato la società di e-commerce dell’accaduto, sottolineando la necessità di monitorare e contrastare questo tipo di attacchi sempre più sofisticati.

Change privacy settings
×