Arthur Hayes attacca le altcoin: il 99% dei layer-1 è destinato a sparire

Cristina Manetti

30 Novembre 2025

Milano, 30 novembre 2025 – **Arthur Hayes**, fondatore della celebre piattaforma di trading BitMEX, ha scatenato un vero terremoto nel mondo delle criptovalute. Ieri, durante una conferenza online alle 16 ora italiana, Hayes non ha usato giri di parole. Ha attaccato duramente **le principali altcoin layer-1**, sostenendo che la maggior parte di questi progetti sono “destinati a finire a zero”. Parole forti, che hanno subito acceso le reazioni di investitori e sviluppatori in un mercato già molto nervoso.

## **Le parole di Hayes scuotono il mercato**

Di fronte a oltre tremila spettatori collegati da Stati Uniti, Europa e Asia, Hayes ha messo in dubbio la solidità di molti **progetti blockchain alternativi a Bitcoin ed Ethereum**. “Siamo davanti a una vera e propria bolla di layer-1”, ha detto chiaramente. Per lui, soltanto pochi network riusciranno a sopravvivere: “Non ci può essere spazio per decine di concorrenti”, ha ripetuto più volte, facendo capire che il mercato farà una selezione drastica.

Il discorso si è soffermato su nomi come **Solana, Avalanche, Cardano**. Anche se non li ha citati esplicitamente, le sue critiche erano ben indirizzate. “Se offri le stesse funzioni di Ethereum senza portare niente di nuovo, non basta la pubblicità per tenere il passo”, ha sottolineato davanti a un pubblico connesso da Londra, New York e Singapore.

## **Reazioni e dubbi tra gli investitori**

Pochi minuti dopo l’intervento, il canale X (ex Twitter) ufficiale di BitMEX è stato preso d’assalto da commenti. C’è chi ha appoggiato le idee di **Hayes** e chi invece ha difeso la varietà dei progetti cripto. “I layer-1 sono il cuore dell’innovazione”, scrive uno dei messaggi più condivisi. Altri hanno ringraziato Hayes per aver detto chiaramente quello che molti pensano ma non dicono.

Anche il mercato ha reagito subito. Dati di **CoinMarketCap** mostrano che nelle trenta minuti dopo le parole di Hayes, **Solana e Avalanche** hanno perso circa il 2% in capitalizzazione. Una piccola flessione, ma abbastanza per dimostrare quanto sia delicata la situazione e come le opinioni dei big pesino sulla fiducia degli investitori.

## **Un settore alla ricerca di certezze**

Il nodo della questione – secondo vari analisti sentiti da alanews.it – è capire davvero quanto valgono le **blockchain alternative** rispetto ai due giganti: **Bitcoin ed Ethereum**. Carlo Parodi, responsabile ricerche di Blockchain Italia, spiega: “Non vedo come possano convivere con successo dieci o venti network diversi”. Per lui conta solo chi riuscirà a garantire sicurezza e un’adozione concreta sul mercato.

Ma non tutti la pensano così. Marina Di Stefano, sviluppatrice senior in un noto protocollo DeFi italiano (che preferisce restare anonima), ribatte: “L’ecosistema cripto deve poter contare sulla pluralità”. Secondo lei è proprio la concorrenza a spingere l’innovazione. Solo col tempo si capirà chi resisterà davvero alla selezione naturale del mercato.

## **Il precedente del 2018 come monito**

Non è la prima volta che voci autorevoli lanciano avvertimenti simili. Nel 2018 – ricordano alcuni osservatori – molti progetti blockchain erano crollati dopo aver raccolto milioni nella cosiddetta “ICO mania”. Sono rimasti in pochi quelli ancora rilevanti oggi. Un esempio che viene spesso citato come monito: “Chi non innova scompare”, dice secco un ex advisor di EOS contattato da alanews.it via email.

## **Cosa aspettarsi dai prossimi mesi**

Al momento le parole di **Hayes** restano un’opinione importante ma isolata in un panorama ancora incerto. Gli investitori attendono segnali più concreti dai dati economici dei vari progetti. Nel frattempo si continua a discutere tra forum specializzati e chat Telegram: quali layer-1 hanno davvero chance di restare? Nessuno azzarda previsioni definitive.

Intanto i team dietro ai principali **progetti altcoin** difendono a gran voce le loro scelte tecnologiche e promettono nuovi aggiornamenti nei prossimi mesi. L’atmosfera resta tesa, ma il dibattito conferma una cosa: nel mondo cripto basta una frase – anche detta da uno schermo – per cambiare l’umore degli operatori ovunque nel mondo.

Change privacy settings
×