Arthur Hayes attacca le altcoin: il 99% dei layer-1 destinato a fallire secondo l’ex CEO di BitMEX

Cristina Manetti

30 Novembre 2025

Milano, 30 novembre 2025 – Nel mondo delle **criptovalute** oggi si è sentito un messaggio forte, che non poteva passare inosservato. **Arthur Hayes**, ex CEO di BitMEX, una delle piattaforme di derivati su bitcoin più famose al mondo, ha detto senza mezzi termini che la maggior parte delle blockchain di **layer-1** sono “destinate a finire a zero”. Le sue parole, arrivate durante un intervento online questa mattina, hanno già acceso reazioni decise sia tra gli esperti del settore sia tra i piccoli investitori.

## Hayes: “Gran parte dei layer-1 finirà a zero”

Hayes ha puntato il dito contro gli ecosistemi che cercano di competere con **Bitcoin** ed **Ethereum**. Secondo lui c’è stata una vera e propria “proliferazione non sostenibile” di blockchain concorrenti. Nel suo intervento non ha girato intorno al problema: “Alcuni layer-1 sono utili, ma il resto perderà valore e sparirà. È solo questione di tempo”. Una sentenza dura, arrivata proprio in una settimana già segnata da forti oscillazioni nei mercati delle criptovalute.

Secondo l’ex manager, molti progetti degli ultimi anni hanno puntato solo sull’attrattiva iniziale per gli investitori, senza costruire qualcosa di solido o una comunità attiva e pronta a resistere. “L’economia dietro non tiene, la gente va dove trova un vero valore”, ha spiegato chiaramente. In pratica, solo pochi sistemi blockchain hanno davvero la forza per superare le difficoltà e restare al centro del gioco.

## Reazioni dei mercati e risposte dalla community

Le parole di Hayes hanno subito fatto rumore sui social. Da subito si sono visti commenti contrastanti: c’è chi lo ha accusato di esagerare e chi invece lo ha appoggiato senza esitazioni. In mattinata, il prezzo di **Solana** e **Avalanche**, due dei principali layer-1 dopo Ethereum, ha mostrato nervosismo con perdite tra l’1% e il 2% in poche ore. Intanto diversi analisti hanno invitato alla prudenza nel breve periodo.

Nel pomeriggio sono arrivate anche le risposte dai diretti interessati. Un portavoce della community di Solana ha scritto su X (ex Twitter): “L’innovazione richiede tempo, non tutte le blockchain nascono per essere semplici cloni di Ethereum”. Sulla stessa linea Vitalik Buterin, co-fondatore di Ethereum, che in una sessione pubblica Q&A ha commentato: “Il mercato farà la sua selezione naturale. Non servono previsioni apocalittiche”.

## La posizione degli analisti: rischi e opportunità

Dietro al confronto acceso però ci sono numeri che raccontano un settore in forte crescita ma ancora fragile. Dati raccolti da Messari e Glassnode mostrano che oggi ci sono più di **80 blockchain layer-1** con capitalizzazione sopra i 100 milioni di dollari; però almeno metà fatica a mantenere volumi e scambi significativi nelle ultime settimane.

“Con tutta questa concorrenza il mercato rischia davvero di saturarsi”, spiega Riccardo Fanti, analista fintech basato a Zurigo. “Chi saprà distinguersi per sicurezza, performance concrete o casi d’uso reali potrà sopravvivere all’erosione del valore”. Un concetto che anche Hayes aveva già espresso in passato, seppure con toni meno netti.

Un altro tema importante riguarda la governance dei nuovi progetti: secondo uno studio dell’**Università di Cambridge**, quasi il 40% delle blockchain alternative non garantirebbe un vero decentramento. Questo le renderebbe vulnerabili sia sul piano tecnico sia sotto pressione da pochi grandi investitori.

## Gli scenari futuri: consolidamento o estinzione?

La polemica lanciata da **Hayes** mette sul tavolo un problema aperto: cosa succederà davvero al mondo delle altcoin? Al momento nessuno azzarda previsioni definitive. I grandi operatori istituzionali preferiscono mantenere un profilo prudente. Morgan Stanley, nella sua ultima nota mensile, avverte come “l’eccesso di offerta potrebbe far scoppiare bolle cicliche”. Ma resta alta la domanda tecnologica: settori come la finanza decentralizzata (DeFi) o i token non fungibili (NFT) continuano ad attirare soldi freschi.

Solo il tempo dirà se quella sentenza netta lanciata oggi da uno dei protagonisti della prima ora delle criptovalute sarà confermata dai fatti. Intanto la volatilità è tornata protagonista e gli investitori sembrano spaccati: alcuni liquidano queste dichiarazioni come provocazioni mirate; altri le vedono come campanelli d’allarme che arrivano proprio dal cuore dell’industria digitale.

Una cosa è certa: il dibattito su **blockchain**, **layer-1** e futuro delle altcoin è ancora lontano dall’essere chiuso. E nuove prese di posizione potrebbero arrivare già nei prossimi giorni.

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