Milano, 29 novembre 2025 – Il più grande **gestore patrimoniale europeo**, la francese **Amundi**, ha fatto oggi il suo primo passo nell’ecosistema **Ethereum**. Ha annunciato l’avvio di una sperimentazione per lanciare **fondi monetari** digitali ancorati all’**euro**. La notizia, arrivata con un comunicato alle 8:30 dalla sede parigina, segna un momento importante per la finanza europea, da tempo alle prese con la sfida della digitalizzazione e della blockchain.
## **Amundi scommette sull’innovazione finanziaria**
Il progetto di **Amundi** punta a creare e gestire **fondi monetari** in versione tokenizzata, basati sulla blockchain di **Ethereum** e garantiti dal valore dell’**euro**. In sostanza, questi strumenti digitali permetteranno agli investitori istituzionali di avere accesso a una versione elettronica dei tradizionali fondi monetari, con il vantaggio di maggiore trasparenza, liquidità e velocità nelle transazioni.
Vincent Mortier, Chief Investment Officer di Amundi, spiega: “Questo progetto nasce per rispondere alle esigenze di modernizzazione dei nostri clienti europei più importanti. Vogliamo sfruttare la tecnologia **blockchain**, in particolare la rete **Ethereum**, per offrire prodotti più efficaci e facilmente tracciabili”. Mortier ha chiarito che si partirà con una fase pilota rivolta solo ad alcune istituzioni finanziarie partner, prima di valutare un’apertura al mercato retail.
## **La scommessa della tokenizzazione**
Non è la prima volta che un grande nome del risparmio gestito si affaccia alla finanza decentralizzata. Ma il passo diretto di Amundi è una novità nel panorama europeo. Parliamo di un colosso che gestisce circa 2.000 miliardi di euro in asset e che sperimenta strumenti ancorati direttamente all’**euro**, non a criptovalute private.
Fonti interne riferiscono ad alanews.it che il processo di **tokenizzazione** sarà realizzato su una piattaforma proprietaria sviluppata negli ultimi 18 mesi con partner tecnici tra Parigi e Berlino. Gli strumenti digitali saranno accessibili tramite wallet aziendali e regolati secondo le nuove norme MiCA (Markets in Crypto-Assets), entrate in vigore nel luglio 2024.
## **Reazioni e impatto sul mercato**
L’annuncio ha catturato subito l’attenzione a Milano. Alcuni gestori di fondi alternativi hanno accolto con favore la notizia. “È una svolta concreta per tutto il settore dei **fondi monetari**”, dice Riccardo Fabbri, analista senior di Equita SIM. “La tokenizzazione su blockchain promette di tagliare i costi operativi, eliminando passaggi burocratici e dando agli investitori più controllo sui propri asset”.
Anche a Parigi il titolo Amundi ha registrato un lieve rialzo (+0,7% alle 10:20), segno dell’interesse degli operatori verso soluzioni che avvicinano finanza tradizionale e digitale. Non mancano però i dubbi sulla sicurezza informatica: “Il vero nodo resta la protezione dei dati e delle chiavi private”, fa notare un banchiere anonimo.
## **Regole chiare e prospettive future**
Legare questi nuovi strumenti all’**euro** risponde anche alle linee guida recenti della Banca Centrale Europea sulle stablecoin. A settembre la presidente Christine Lagarde aveva chiarito: “Le iniziative private sono benvenute solo se garantiscono stabilità finanziaria e trasparenza”.
I primi test pubblici dovrebbero partire entro marzo 2026. Intanto, nelle prossime settimane è previsto un roadshow per gli investitori istituzionali tra Milano, Francoforte e Lussemburgo. Un dettaglio interessante: i primi contratti pilota saranno siglati con un grande gruppo assicurativo italiano – ancora top secret.
## **Una svolta decisiva per la finanza europea?**
Seppur con prudenza da parte degli esperti, l’ingresso di **Amundi** su **Ethereum** viene visto come una prova importante per capire se finanza tradizionale e asset digitali possono davvero integrarsi in Europa. Se andrà bene – spiegano diversi analisti – altri gestori potrebbero seguire presto questa strada. Sarà allora che si capirà se questa mossa cambierà davvero le regole del gioco nella gestione del risparmio europeo. Per ora si guarda soprattutto ai dettagli tecnici e alla capacità delle nuove soluzioni di garantire efficienza e sicurezza.