Addio anticipato per Christine Lagarde: a rischio il piano dell’euro digitale e le politiche sulle stablecoin

Corrado Pedemonti

19 Febbraio 2026

Francoforte, 19 febbraio 2026 – Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, potrebbe lasciare il suo incarico prima del previsto, anticipando di qualche anno la scadenza naturale del mandato fissata per il 2027. Negli ultimi giorni, tra i corridoi di Francoforte e Bruxelles si sono diffuse voci secondo cui Lagarde sta seriamente considerando un’uscita anticipata. Le ragioni? Non ancora del tutto chiare, ma sembrano legate a questioni personali e a una crescente pressione sulle decisioni legate alla politica monetaria. Una svolta che potrebbe cambiare gli equilibri interni alla BCE e scuotere i mercati internazionali.

Dimissioni in vista? Ecco cosa rischiano i mercati

Al momento, dalla BCE non arriva nessuna conferma ufficiale. Tuttavia, alcuni funzionari interni hanno lasciato intendere che «la questione della successione è ormai più che un’ipotesi». Fonti vicine al consiglio direttivo – che hanno preferito restare anonime – raccontano di un clima teso nelle ultime settimane: si discute molto sulle tempistiche per il prossimo taglio dei tassi e alcune nazioni membri spingono per una politica monetaria meno rigida. Se davvero Lagarde dovesse fare un passo indietro nei prossimi mesi – una possibilità definita “realistica” da almeno due analisti secondo Bloomberg – il Consiglio direttivo si troverebbe a dover scegliere rapidamente un successore, in un momento tutt’altro che semplice per la politica dei tassi.

L’inflazione nell’Eurozona manda segnali contrastanti: a gennaio, Eurostat ha registrato un tasso annuo al 2,7%, in lieve calo rispetto a dicembre. Gli operatori finanziari avvertono come urgente la necessità di garantire stabilità. «Sarà un passaggio delicato, perché Lagarde è diventata negli anni un punto d’equilibrio tra chi spinge per una linea dura e chi invece chiede più cautela», spiega la professoressa Francesca Rizzi dell’Università Bocconi, esperta di economia monetaria.

Perché Lagarde sta pensando di mollare?

Le motivazioni esatte dietro questo possibile addio anticipato non sono ancora note. Secondo il Financial Times, nelle ultime riunioni del board si sarebbe percepito un «affaticamento crescente» della presidente di fronte a dossier sempre più complessi: dalle tensioni internazionali sulle nuove regole bancarie alle divergenze economiche tra Nord e Sud Europa; senza dimenticare la pressione sui mercati per possibili tagli dei tassi già nella seconda metà del 2026.

Tra le ragioni che circolano c’è anche una certa frustrazione nel trovare accordo sulle strategie anti-inflazione. In diverse occasioni pubbliche – l’ultima durante la conferenza stampa del 25 gennaio – Lagarde ha sottolineato che «la BCE non può permettersi mosse azzardate». Ma dietro le quinte, alcuni collaboratori parlano chiaramente di “stanchezza”, senza però entrare nei dettagli.

Un cambio ai vertici con effetti sull’Europa

Un addio anticipato non sarebbe solo una questione personale o interna alla BCE. Sostituire Lagarde proprio ora, mentre le principali banche centrali mondiali – dalla Fed alla Bank of England – stanno rivedendo i tempi e le modalità degli interventi sui tassi, significherebbe rimettere in discussione le strategie comuni fra istituzioni europee e partner internazionali. Un diplomatico UE a Bruxelles confessa: «Stavamo lavorando per creare un fronte compatto su inflazione e crescita. Cambiare adesso rischia di far slittare tutto e alterare gli equilibri con gli Stati Uniti».

Anche le principali borse europee hanno reagito nervosamente alle prime indiscrezioni: il Dax di Francoforte ha chiuso in calo dello 0,8%, mentre Piazza Affari ha navigato tra vendite e acquisti tecnici per tutta la mattina. Gli investitori sono soprattutto preoccupati per i titoli di Stato dei Paesi più vulnerabili ai rialzi dei tassi nell’area euro, come Italia e Spagna.

Chi sarà il successore? Ancora tutto aperto

Senza dichiarazioni ufficiali è presto per azzardare nomi certi per la successione. Tuttavia, già si parla di alcuni possibili candidati: tra questi l’attuale vicepresidente Luis de Guindos e il governatore della Banca centrale olandese, Klaas Knot. Un diplomatico europeo avverte però che «si tratta di una partita molto politica; Francia e Germania proveranno a trovare un equilibrio difficile da raggiungere».

Nel frattempo la BCE dovrà fare tutto il possibile per rassicurare mercati e osservatori sulla continuità delle sue scelte. Solo allora capiremo se l’eventuale uscita di scena della presidente Lagarde resterà una questione interna o se scuoterà davvero l’economia europea nei prossimi mesi.

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