Las Vegas, 8 gennaio 2026 – Al CES 2026 di Las Vegas, nel cuore del Nevada, un piccolo dispositivo portatile ha catturato l’attenzione di addetti ai lavori e curiosi: si chiama Allergen Alert ed è stato presentato ieri pomeriggio alle 15 nello spazio riservato alle novità per la salute. Il suo obiettivo? Rilevare in tempo reale i principali allergeni presenti negli alimenti, un tema fondamentale per milioni di persone nel mondo.
Allergen Alert: come funziona davvero
Il dispositivo – poco più grande di una chiavetta USB, dal colore grigio chiaro e con un corpo in plastica liscia – permette in pochi secondi di riconoscere ingredienti allergenici come arachidi, lattosio, glutine e crostacei. L’uso è semplice: si appoggia un piccolo campione del cibo su una striscia reattiva, si avvia il sensore e, in meno di un minuto, lo schermo led mostra il risultato. «Abbiamo voluto creare uno strumento pratico che chiunque possa portare con sé a cena fuori o in viaggio», ha spiegato al pubblico Rebecca Lin, ingegnere biochimica e cofondatrice della startup americana SafeEating, ideatrice del progetto. L’idea nasce da un’esperienza personale: uno dei soci ha vissuto il dramma del figlio colpito da uno shock anafilattico a causa di una contaminazione accidentale in mensa.
Le associazioni: la prevenzione è la vera sfida
Secondo i dati della Food Allergy Research & Education (FARE), negli Stati Uniti circa 32 milioni di persone convivono con le allergie alimentari, tra cui quasi sei milioni di bambini. Reazioni impreviste possono andare da un semplice rash cutaneo fino a gravi problemi come l’edema della glottide. «Ogni passo avanti nella prevenzione conta molto», ha commentato Linda Carruthers, portavoce della National Allergy Foundation presente all’evento. Ha sottolineato che spesso «gli incidenti succedono per contaminazioni crociate o etichette poco chiare: uno strumento affidabile aiuta anche le famiglie più attente».
La prova sul campo: test dal vivo su piatti reali
Durante la dimostrazione ufficiale, il team di SafeEating ha messo alla prova Allergen Alert su una porzione di insalata con noci tritate e su una mousse al cioccolato contenente tracce di lattosio. Dopo 45 secondi il display ha indicato – con simboli rossi e verdi – la presenza di frutta secca nel primo piatto e la sicurezza del secondo. Alcuni ristoratori presenti hanno seguito con interesse il test. «Lo metterei subito in cucina», ha detto a margine Chef Marco Ferraro, proprietario di un locale a New York. E ha aggiunto: «Spesso riceviamo richieste precise dai clienti; avere un controllo immediato sarebbe utile sia per noi che per loro».
Prezzo e futuro: sicurezza sì, ma anche privacy
Il prezzo d’ingresso annunciato da SafeEating – intorno ai 189 dollari, con lancio previsto da marzo negli Stati Uniti e entro l’estate in Europa – ha sollevato qualche dubbio tra i visitatori sulla reale accessibilità. Rebecca Lin ha risposto che sono già in corso accordi con grandi catene per ridurre i costi nelle versioni future. Sul fronte privacy, l’azienda ha rassicurato che il dispositivo non salva né trasmette dati personali o informazioni sulle abitudini alimentari dell’utente.
La parola degli esperti: limiti e potenzialità
Diversi specialisti presenti al CES hanno messo in guardia sul fatto che la tecnologia dietro a Allergen Alert è promettente ma ancora in fase di sviluppo. «Nessuno strumento è infallibile», ha chiarito il professor John McAllister, docente di allergologia all’University of California, «ma già poter individuare le tracce principali abbassa molto i rischi». La velocità d’uso è vista come un punto forte soprattutto nei ristoranti o durante i viaggi internazionali dove le etichette possono risultare complicate o poco chiare.
Tra speranze e domande: cosa pensano gli utenti
Nel corridoio davanti allo stand SafeEating si sono raccolte famiglie e giovani adulti con allergie note: qualcuno scattava foto, altri chiedevano se presto saranno individuati anche conservanti o coloranti. «Mia figlia è celiaca», racconta sottovoce Emma Riley, arrivata da Boston apposta per vedere il prototipo, «questo sarebbe davvero un aiuto in più». Le principali associazioni italiane contro la celiachia e le intolleranze hanno già mostrato interesse; nei prossimi mesi sono previsti incontri per test pilota anche nelle cucine nostrane.
Per ora Allergen Alert resta uno degli oggetti più discussi nell’area salute al CES. Nel panorama delle tecnologie dedicate a migliorare la vita quotidiana segna una piccola svolta – pur con tutti i limiti delle prime versioni.
