Accordo raggiunto: si avvicina la fine dello shutdown USA e Bitcoin risale

Accordo raggiunto: si avvicina la fine dello shutdown USA e Bitcoin risale

Accordo raggiunto: si avvicina la fine dello shutdown USA e Bitcoin risale

Cristina Manetti

15 Novembre 2025

Washington, 15 novembre 2025 – Dopo più di quaranta giorni di stallo, il Senato degli Stati Uniti ha dato il via libera, nella tarda serata di ieri, a un accordo che potrebbe mettere fine allo shutdown federale. Il voto, arrivato poco dopo le 22 ora locale, si è chiuso con 60 sì contro 40 no, raggiungendo così il minimo necessario per l’approvazione. Ora la palla passa alla Camera dei Rappresentanti, dove si preannuncia un dibattito acceso nelle prossime ore.

Accordo bipartisan sblocca il governo

Il blocco delle attività federali, iniziato il 1° ottobre, ha paralizzato molti servizi pubblici e lasciato senza stipendio centinaia di migliaia di lavoratori. Alla base dello stallo, la spaccatura netta tra democratici e repubblicani sul bilancio e, in particolare, sull’estensione dei benefici dell’Affordable Care Act. I democratici volevano certezze sulla proroga delle coperture sanitarie in scadenza a dicembre, mentre i repubblicani si sono opposti con decisione.

Nell’intesa approvata al Senato, però, non c’è alcun riferimento diretto all’Obamacare. I repubblicani hanno promesso di aprire il dibattito sulle coperture sanitarie e sui programmi di assistenza alimentare (SNAP) solo dopo la riapertura del governo. “Bisognava prima sbloccare la situazione – ha detto il senatore democratico Chris Murphy – per poter tornare a discutere davvero delle questioni sociali più urgenti”.

Spaccature interne e reazioni politiche

A sorprendere molti è stato il voto a favore di otto senatori democratici, che hanno scelto di sostenere l’accordo nonostante il partito fosse ufficialmente contrario. Una mossa motivata dalla voglia di “far uscire il paese dall’impasse”, ha confidato una fonte vicina ai dem. Non sono però mancate le critiche. Il senatore Bernie Sanders ha definito l’intesa “orribile”, mettendo in dubbio la reale volontà dei repubblicani di affrontare i nodi dell’Affordable Care Act e dei benefici SNAP: “Non ci sono garanzie concrete – ha detto Sanders – solo promesse vaghe”.

Secondo fonti parlamentari, l’accordo prevede anche il reintegro dei lavoratori federali licenziati durante lo shutdown e il pagamento degli stipendi arretrati. Su questo punto, democratici e repubblicani hanno trovato un’intesa rapida, consapevoli delle difficoltà di migliaia di famiglie.

Il prossimo capitolo: Camera e firma di Trump

Il testo approvato dal Senato ora passa alla Camera dei Rappresentanti, dove si prevede un confronto serrato già domani. Se anche la Camera darà l’ok, toccherà al presidente Donald Trump firmare il provvedimento. Fonti della Casa Bianca indicano che la firma potrebbe arrivare entro il fine settimana.

L’accordo garantirebbe la riapertura delle attività federali almeno fino a gennaio 2026, dando così tempo per trattare un bilancio più stabile e condiviso. “Non possiamo andare avanti con risoluzioni d’emergenza – ha ammesso il leader repubblicano Mitch McConnell – serve un’intesa bipartisan che dia certezze al paese”.

Mercati e criptovalute: Bitcoin decolla

La notizia ha avuto effetti immediati sui mercati finanziari e sulle criptovalute. Il Bitcoin è schizzato del 4%, superando quota 106.000 dollari (106.191$ alle 8:30 ora italiana), mentre l’Ether è salito di oltre il 5%, sfiorando i 3.600 dollari. Bene anche altre monete digitali: Solana (+4,8%), Cardano ADA (+5,3%) e la popolare Dogecoin (+4%).

Più contenuti i rialzi per BNB, vicino ai 1.000 dollari (+0,6%), e per TRX di Tron (+1,4%). Per alcuni analisti di Wall Street, la prospettiva di una soluzione allo shutdown ha ridotto l’incertezza e spinto gli acquisti sulle principali criptovalute.

In attesa delle mosse finali

Ora resta da vedere se la Camera confermerà l’accordo e se il presidente Trump firmerà senza mettere condizioni. Intanto a Washington si respira un cauto ottimismo. Nei corridoi del Congresso, tra i dipendenti federali e nelle sale stampa, si segue con attenzione ogni aggiornamento. La fine dello shutdown USA sembra più vicina, ma la partita politica resta aperta.

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