Milano, 4 gennaio 2026 – Stani Kulechov, fondatore di Aave, uno dei protagonisti della finanza decentralizzata, ha lanciato nelle ultime ore una proposta che potrebbe cambiare le carte in tavola: la condivisione dei profitti di Aave Labs con la DAO. La notizia, diffusa attraverso i canali ufficiali e rilanciata sui social, punta a rimettere al centro il rapporto tra la società che sviluppa il progetto e la comunità degli utenti, in un momento di grandi cambiamenti nel mondo cripto.
La proposta: condividere i guadagni di Aave Labs
Ieri mattina Kulechov ha spiegato nel dettaglio il suo piano. L’idea è semplice ma ambiziosa: permettere che i profitti di Aave Labs – la società dietro lo sviluppo tecnico e commerciale della piattaforma – vengano ridistribuiti alla DAO che guida Aave. Oggi, come emerge dai documenti pubblici, Aave Labs incassa dai servizi di licenza e consulenza legati al protocollo, mentre alla DAO resta il compito di decidere sulla governance e sugli aggiornamenti.
“È arrivato il momento di pensare a una struttura più equa,” ha scritto Kulechov in un post sul forum di governance. Un messaggio chiaro, accompagnato da un appello ai membri della comunità: “La sostenibilità passa anche dalla condivisione delle risorse”. Al momento non ci sono dettagli tecnici definitivi: il fondatore ha chiesto ai membri della DAO di confrontarsi apertamente sulle modalità per mettere in pratica questa svolta.
Governance sotto la lente: cosa cambia davvero
Da fonti interne arriva una conferma: la mossa vuole rafforzare il legame tra gli sviluppatori e gli utenti-investitori. Nel modello DeFi tradizionale, la DAO decide sull’evoluzione del protocollo – dai parametri fino all’ingresso di nuovi asset – mentre le società raccolgono i profitti dalle attività commerciali e dalle partnership. Ma il dibattito sulla distribuzione del valore rimane aperto, anche dopo anni di crescita rapida.
Subito dopo l’annuncio, le reazioni nella community sono state diverse. C’è chi ha accolto con entusiasmo (“Finalmente si parla di partecipazione vera”, ha scritto un investitore storico su X); altri invece hanno espresso preoccupazioni sui possibili problemi fiscali e legali che una redistribuzione potrebbe comportare, soprattutto considerando le diverse normative internazionali a cui fanno capo i membri della DAO.
Kulechov ha rassicurato tutti sull’importanza di decisioni “collegiali e trasparenti”. Nel frattempo, il prezzo del token AAVE ha mostrato una leggera oscillazione: dati CoinGecko parlano di un range tra 110 e 116 dollari nelle ultime 24 ore, senza grandi variazioni rispetto al giorno precedente.
Tra dubbi e spinta al cambiamento
Nel forum dedicato alla governance non mancano interventi tecnici e domande dettagliate. Alcuni membri più esperti hanno messo in guardia sulle conseguenze per la sicurezza e sulla gestione dei flussi finanziari (“Non possiamo rischiare una centralizzazione mascherata”, avverte Marc0, noto moderatore). Dall’altra parte ci sono quelli che vogliono spingere sull’acceleratore: “Questa è la strada giusta se vogliamo competere con Uniswap o Compound,” commenta una sviluppatrice olandese.
Il punto caldo resta però la trasparenza nei criteri per dividere i profitti. Finora pochi progetti hanno tentato qualcosa di simile; quando lo hanno fatto, i risultati sono stati spesso contrastati.
Le prossime mosse: confronto aperto e voto finale
Kulechov ha spiegato che nelle settimane a venire arriveranno commenti precisi da tutta la community. Dopo si passerà a scrivere una proposta ufficiale da votare secondo le regole della DAO. “Niente scorciatoie,” assicura in un’intervista a The Block; “Ogni voce deve essere ascoltata”.
La decisione definitiva potrebbe arrivare entro febbraio 2026. Nel frattempo il caso Aave sta accendendo un dibattito più ampio sulla tenuta dei modelli decentralizzati nel tempo. Per molti è un passaggio obbligato: “Se le DAO vogliono restare protagoniste devono rivedere il loro ruolo economico,” riflette una fonte vicina a Delphi Digital. E stavolta sembra chiaro qual è la parola d’ordine: condivisione.
